venerdì 14 marzo 2014

L'allenamento a Castel Volturno

Mattinata di sole a Castel Volturno, i campi da gioco sono occupati da sedie e poltroncine.
Si capisce che sta per iniziare una seduta di allenamento.
Tutta la squadra era presente al cospetto dello staff tecnico per cominciare una giornata di lavoro. All'appello mancava solo Fabio Pecchia che è arrivato in ritardo con l'auto in panne e con il cofano fumante. Purtroppo era inevitabile per Pecchia fondere il motore visto che quando guida può utilizzare solo marce basse. D'altronde si sa che lui è l'allenatore in seconda e quando la macchina sale di giri almeno la terza ce la vuole.
Dopo l'inatteso inconveniente è cominciato l'allenamento e Benitez ha diviso la squadra in due gruppi.
Si è partiti con un lavoro di scarico per chi aveva da poco evacuato l'intestino. Per il resto della truppa il tecnico ha ordinato degli esercizi di allungamento. Dopo circa mezz'ora si è avvicinato spazientito Gargano che ha protestato nei confronti di Benitez: “Mister, sono mesi che faccio esercizi di allungamento, ma come è possibile che sono rimasto sempre un metro e sessantadue?”
Chiarito l'equivoco con l'uruguaiano, mister Benitez si è applicato ad impartire alla squadra preziose nozioni tattiche. Così si è rivolto al gruppo: “Oggi impareremo come giocare in inferiorità numerica. Per noi è fondamentale saper gestire l'uomo in meno anche per tutti i novanta minuti.”
Ma non è possibile mister! - è intervenuto Albiol – Si dovrebbe verificare un'espulsione al primo minuto per giocare l'intera partita con un uomo in meno...”
Caro Raul, tu dimentichi che abbiamo in squadra Britos. Quindi spesso giochiamo con uno in meno già da quando partiamo col pullman per arrivare allo stadio” ha risposto piccato Benitez.
Il tecnico spagnolo ha proseguito poi con la sua lezione di calcio, precisando alla squadra alcuni concetti basilari: “La prima cosa da fare è imparare a conquistare la palla. E vi dico che non è una cosa facile. Per conquistare la palla io vi consiglio di essere sempre gentili e provare con un mazzo di fiori, dei cioccolatini e dei messaggini romantici. Mi raccomando di essere sempre molto precisi, altrimenti rischiate di prendere il palo...”
La squadra seguiva silente e attenta le indicazioni tattiche dell'allenatore che dopo un po' ha sciorinato il seguito del suo dettame tattico: “Una volta che abbiamo conquistato la palla, dobbiamo essere bravi a farla girare e gestire il possesso.”
A quel punto, ha interpellato Jorginho, il più tecnico dei suoi centrocampisti, dicendogli: “Mostra ai tuoi compagni cosa ti ho insegnato.”
E Jorginho: “Nel 1999 sono entrate ufficialmente nella NATO Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Il raggio terrestre misura approssimativamente 6350 Km. Un aumento dell’inflazione provoca la perdita del potere d’acquisto dei salari. La cellula è....”
E basta! - ha sbottato a un certo punto Maggio - Ci stai facendo proprio girare le palle!”
Esercizio riuscito! - ha commentato compiaciuto Benitez - Questo Jorginho è un altro di quei giocatori che abbiamo in squadra che sicuramente le farà girare ai tifosi del Napoli...”
Terminato l'allenamento, Benitez si è rivolto a Higuain consigliandogli di non abbandonare ancora il campo: “Gonzalo, scegli dei compagni e allenati sulle punizioni.”
E il Pipita ha subito accontentato il mister: “Allora, Callejon non mangia la nutella per una settimana. Inler non gioca alla play station fino a lunedì. E Hamsik deve stare un'ora dietro la lavagna tattica perchè lo abbiamo mandato in salumeria a fare i panini e lui non ci ha portato il resto dei soldi e si è fatto la cresta da sopra...”
L'allenamento è così definitivamente concluso e la squadra si è avviata stanca nello spogliatoio.
Da registrare a margine della mattinata, la visita al centro di Castel Volturno dei coniugi Perrella, una coppia settantenne del condominio “Galilei” del comune di Aversa che ha insistito con la vigilanza per poter parlare di persona con Rafael Cabral.
Ho capito che stanno facendo l'allenamento, ma qua si tratta di un'emergenza! - ha spiegato allarmato il signor Gaetano Perrella – Mio figlio Luigi è rimasto chiuso nell'ascensore del palazzo! Affianco alla porta c'era un cartello che diceva: 'in caso di arresto rivolgersi al portiere'. Ve lo chiedo per favore, dite a Rafael se cortesemente va a salvare il povero Gigino...”

Diodato De Martino 

domenica 9 marzo 2014

Napoli – Roma: addio corde vocali

Napoli – Roma era la partita da vincere senza eleganti e ornati confezionamenti. Bisognava battere i giallorossi per dare linfa a quell'obiettivo secondo posto, unico e vero diktat imposto alla squadra dalla dirigenza.
Categorico era stato infatti il presidente De Laurentiis alla vigilia dell'incontro: “Preferisco evitare i preliminari”
Sei il solito maschilista! - La replica piccata della moglie Jacqueline - Ricordati che per noi donne le coccole sono importanti!”
Gara dunque decisiva e per questo curata da Benitez soprattutto sul lato motivazionale. L'attesa è stata estenuante per una partita che poteva decidere le sorti di una stagione. Il tecnico spagnolo pochi minuti prima dell'ingresso in campo ha raccolto attorno a sé l'intera squadra e ha detto: “Ragazzi è l’ora X”
Azz! Già si sono fatte le dieci!” ha ribattuto Insigne che aveva acquistato per l'occasione un orologio con i numeri romani.
Poi il mister ha continuato a caricare i suoi: “L'importante per vincere è non fare nessun passo falso..”
Mannaggia, e mo come faccio? Io ho le scarpe della Naik, - ha risposto disperato Maggio - le ho comprate proprio ieri mattina fuori Forcella...”
Per quanto riguarda invece la Roma, Garcia rinuncia a sorpresa a Dodò che si accomoda in panchina affianco a Dudù e Dadadà della celebre canzone “Trottolino amoroso”
La gara parte con tanta intensità ma poca precisione nei passaggi. In particolare è il solito Inler a palesare la sua consueta imprecisione svizzera. Tant'è che Benitez a un certo punto si è alzato dalla panchina e ha urlato: “Gokhan cambia gioco velocemente!”
E Inler: “Devo lanciare lungo sugli esterni?”
No, devi cambiare gioco quanto prima, io ti consiglio l'ippica o le bocce.” la replica rassegnata di Benitez.
Se le due squadre in campo erano in piena confusione, l’arbitro sicuramente non era da meno. Infatti, dopo un duro contrasto a centrocampo, Hamsik è corso verso il direttore di gara dicendogli: “Arbitro, fallo!”
Che devo fare?” la risposta smarrita di Rocchi.
Ad ogni modo la Roma per larghi tratti ci ha messo in difficoltà, soprattutto con la velocità di Gervinho che nel finale di primo tempo ha rubato palla ad Albiol ed è scappato via in velocità. La sua fuga fortunatamente è stata breve. Le guardie lo hanno preso subito e lo hanno arrestato per furto.
Nella ripresa il Napoli non riusciva a scardinare la roccaforte avversaria con i minuti che passavano inesorabili. Ma poi Ghoulam pennella la giusta parabola per la testa di Callejon che deliziosamente manda la palla in rete. Ed è stato proprio nel preciso momento che il pallone ha varcato la linea bianca della porta di De Sanctis che le mie corde vocali mi hanno salutato e mi hanno detto: “E' stato un piacere, noi ce ne andiamo...” E così le ho perse per sempre.
A fine partita comunicavo a gesti, e mi aggiravo per casa in stato confusionale, ma sono riuscito però ad assistere a quello che tutti hanno considerato un fenomeno paranormale: Lo spirito del telecronista Rai Gianni Cerqueti aleggiava ancora sullo stadio San Paolo dopo la gara di coppa Italia e al novantesimo si è impossessato del corpo del telecronista Sky Maurizio Compagnoni che al triplice fischio dell'arbitro ha così commentato: “Vince il Napoli... ma grande Roma, favorita per il secondo posto che ha ancora tre punti di vantaggio che diventeranno sei con la gara da recuperare, anzi sette per il vantaggio negli scontri diretti. Per non parlare poi che Benitez è chiatto, Callejon tiene le forfora e a Mertens gli sono uscite le emorroidi”
A questo punto con quel poco di voce che mi è rimasta direi: Cara Roma vai Pjanic perchè anche se hai l'aiuto De Sanctis per la seconda volta ti abbiamo diStrootman.

Diodato De Martino

domenica 2 marzo 2014

Livorno – Napoli: un brutto scherzo di Carnevale

A due giorni dall'onomastico dell'indimenticato bomber del primo scudetto Andrea Carnevale, il Napoli va a fronteggiare un Livorno in zona retrocessione con i buoni propositi di un'agevole vittoria. E' l'ora dei fatti, basta chiacchiere! Vabbè, diciamo che essendo Carnevale anche le chiacchiere ci vogliono, ma l'importante è che con il Livorno ci sia un forte segnale di concretezza.
Il Napoli ritorna finalmente con la beneamata maglia azzurra. D'altronde con tutti i diffidati che si ritrovava in squadra era vivamente consigliato evitare il giallo.
Nel Livorno è assente il centrocampista Luci che ha subito il grave lutto della nonna paterna. Purtroppo la Luci si è spenta. Sentite condoglianze sono giunte anche dall'Enel.
Alla mezzora il Napoli va in vantaggio. Pandev subisce una spinta in area di rigore e l'arbitro Mazzoleni fischia la massima punizione. Ora, c'è da dire per chi non lo ricordasse, che Mazzoleni è l'egregio arbitro che nella finale di supercoppa contro la Juventus di 2 anni fa espulse proprio Pandev perchè lo sentì incredibilmente bestemmiare in lingua macedone. Pandev, rimembrando la vicenda, appena dopo il fischio del rigore, si è avvicinato all'arbitro e gli ha detto: “me pon осмелуваат tucte rigored Че vuot ма tenit Семпер ЕСП kornef ta Че ОН Cerved на Примавера”
Che in italiano vuol dire: “mi puoi dare tutti i rigori che vuoi ma tieni sempre più corna tu che un cervo a primavera.”
Molto probabilmente Mazzoleni stavolta non ha capito perfettamente la frase di un Goran Pandev che certi torti proprio non è riuscito a dimenticarli.
Rigore trasformato da Mertens e Napoli in vantaggio. Ci vorrebbe subito il secondo gol per chiudere presto la pratica. Tra gli azzurri c'è tanta curiosità nello scoprire chi in squadra possa segnare al posto di Higuain squalificato. C'è chi pensa che possa andare in gol Callejon o Hamsik o Inler. Il dilemma è presto sciolto. Su un cross da sinistra è Pepe Reina a mettere la palla in rete con un tap-in vincente degno del grande Pipita. Purtroppo è il gol del pareggio.
Nella ripresa gli azzurri calano vistosamente e addirittura il Livorno sfiora la vittoria.
Preoccupati dalla panchina, Benitez e Pecchia discutono ansiosi sulle sortite dei giocatori amaranto. A un certo punto il tecnico spagnolo si è rivolto al suo secondo confidandogli le sue apprensioni: “I dribbling di questo Greco sono davvero ubriacanti...”
E sarà un Greco di tufo...” la replica convinta di Pecchia.
Napoli giù di tono a livello fisico. Callejon prova a sfondare centralmente ma trova l'ostruzione del difensore Coda. Lo spagnolo cerca di divincolarsi e nel contrasto va via con Coda tra le gambe. L'arbitro fischia il fallo a favore degli azzurri.
Si ripresenta al cospetto di Mazzoleni nuovamente Pandev che ci teneva a puntualizzare: “Se не хаи Капитон Прима ta le ripetat. Tienet Семпер ЕСП kornef tu Че stambekkiot дела на Valtellineat”
Mazzoleni anche stavolta avrà sicuramente compreso la traduzione in italiano che è: “Se non hai capito prima te lo ripeto. Tieni sempre più corna tu che gli stambecchi della Valtellina.”
Non c'è niente da fare, certe cose proprio non si dimenticano.
Nel finale la squadra di casa manda in campo forze fresche per tentare il colpaccio. Di Carlo fa entrare Duncan che si prodiga in giocate apparentemente pericolose ma fortunatamente mai concrete. D'altra parte si sa che Duncan che abbaia non morde.

Triplice fischio dell'arbitro, il finale è 1-1. Il Napoli cade a Picchi. E a Picchi cadono purtroppo per ora anche le sue ambizioni di vertice.

Diodato De Martino.

sabato 22 febbraio 2014

Chi l'ha visto? Il caso Zuniga

Benvenuti al consueto appuntamento con “Chi l'ha visto?” Il caso che esamineremo oggi ci porta a Napoli dove purtroppo da diversi mesi è scomparso un atleta colombiano dal nome Juan Camillo Zuniga.
Tifosi e compagni di squadra sono disperati per aver perso le sue tracce da tempo immemore. Ma andiamo a ricostruire gli ultimi attimi che hanno visto Zuniga regolarmente prestato alla sua vita abituale per cercare di dedurne le cause della sua improvvisa scomparsa. L'ultima volta che è stato avvistato a Napoli aveva una maglia azzurra dei pantaloncini bianchi e aveva da poco rinnovato il suo contratto professionale con la società SSC Napoli, la quale aveva portato il suo ingaggio a ben 4 milioni di euro all'anno per 4 stagioni. Dodici minuti dopo la firma del contratto il colombiano ha deciso di operarsi al ginocchio per risolvere alcuni problemi fisici. Da lì la passione per la chirurgia. Si dice che Zuniga sia entrato in possesso della “Chirurgica golden card” con la quale il colombiano ha deciso di farsi alcuni necessari interventi come il botulino agli zigomi, la liposuzione completa ai glutei, l'epilazione definitiva alle gambe per una pelle sempre liscia e pare che ora voglia anche rifarsi il seno. Dovrebbe ritornare disponibile giusto tra quattro anni per il prossimo rinnovo contrattuale.
Ma andiamo adesso ad ascoltare alcune segnalazioni di persone che hanno visto Zuniga in questi mesi e che potrebbero fornirci indicazioni utili per poterlo ritrovare.
La prima segnalazione ci arriva da Cinecittà dove pare che Zuniga si stia dedicando alla carriera da attore con il remake cinematografico di una storica pellicola degli anni '50 dal titolo “Peppone e Juan Camillo”.
Mi dicono che è appena arrivata in redazione una telefonata da Castelvolturno di un segnalatore che sostiene di aver visto stamattina Zuniga allo sportello n.4 dell'ufficio postale casertano. Sembra che il colombiano stesse ritirando la pensione di invalidità Inps.
La notizia della scomparsa di Zuniga sta avendo una notevole risonanza nei confronti del tifo napoletano che considera ormai l'introvabile terzino il nuovo Bin Laden. Spesso i napoletani, infatti, si sintonizzano pure su Al Jazeera per vedere se Zuniga manda qualche videomessaggio che magari faccia capire dove si trovi.
Che il caso Zuniga abbia assunto rilevanza internazionale si intende anche da un messaggio che ci è giunto dal dott. Taglione, chirurgo di una clinica di Casablanca. Leggiamo la sua testimonianza: “Zuniga è un mio paziente, l'ho operato personalmente. Ora si fa chiamare Giovanna Camilla. In arte Sharon. A breve lo rivedrete al San Paolo tra le ragazze pon pon.”
Infine dobbiamo registrare anche le centinaia di segnalazioni di spettatori dell'emittente “Tele Piemonte Sport” che sono convinti che Zuniga stia facendo la controfigura di Idris in una trasmissione sportiva locale.
Voglio davvero ringraziare tutti quelli che si stanno attivando per supportarci nel tentativo di ritrovare il giocatore del Napoli. Nel caso avesse nuove notizie contattateci al nostro numero verde perchè stiamo cercando Zuniga disperatamente.
Grazie per aver seguito questa puntata di “Chi l'ha visto?”. Io vi do appuntamento alla prossima settimana. Come sigla conclusiva della nostra trasmissione abbiamo scelto la canzone “Nu juorno buono”. Chissà, magari può essere davvero nu juorno buono per ritrovare finalmente il nostro caro Juan Camillo Zuniga.

domenica 16 febbraio 2014

Una settimana da D10S

Eravamo usciti bastonati dalla trasferta di Bergamo con un rotondo 3–0 che aveva ridimensionato le nostre ambizioni e ci aveva spediti dritti all'inferno. Lì però abbiamo incontrato il Diavolo e lo abbiamo superato con una prova d'orgoglio ed è così cominciata la nostra settimana da D10S.
E si, perchè nel mercoledì di coppa c'era in ballo la finale contro una Roma che pareva insuperabile. Ed invece eccoti uno strepitoso 3-0 offerto dalla ditta “Edil Bitume Partenopeo” grazie alla quale la Roma è stata asfaltata.
Una notte magica che ha visto Higuain fare giocate geniali. Il Pipita in un'azione ha superato in dribbling ben tre avversari, tanto che qualcuno dagli spalti ha pensato: “E' arrivato Maradona...” E infatti incredibilmente è arrivato Maradona al San Paolo. E la mano del D10S non si è fatta attendere. Il suo sostegno dalla tribuna ha spinto il Napoli a giocate da applausi. Anche Strootman ha applaudito però lui è stato espulso. All'uscita dal campo un giocatore che gli somigliava tanto ha fatto un gestaccio nei confronti della Curva B. Vi assicuro che era proprio uguale a Strootman, sputato.
Alle ore 23 si sono chiuse le porte di un San Paolo festante. Ma ad appendersi ad un cancello c'era l'imparziale telecronista RAI Gianni Cerqueti che continuava a blaterare: "Aspettate non chiudete. La Roma può ancora recuperare!"
Ed infine la gara col Sassuolo. La squadra era in pullman pronta per la partenza quando Gianluca Grava ha voluto dare il suo incitamento al gruppo. Benitez, compiaciuto della presenza dell'ex difensore, gli ha detto: “Gianluca vuoi venire con noi a Reggio Emilia?”
Domenica è una bella giornata mister, preferisco la Reggia di Caserta...” ha replicato Grava
E' il momento della partita. Squadre in campo con il Sassuolo con la casacca ufficiale verde e nero. Verde speranza di battere il Napoli ma incazzato nero per l'ultimo posto in classifica. Di fronte gli ospiti nella ormai consueta maglia giallo e blu. Non c'è che dire questo Chievo dei miracoli sta sorprendendo proprio tutti.
Il match comincia ma tra le due squadre non c'è mai stata partita. Il Napoli ha letteralmente raso a Sassuolo la squadra di casa. Gli uomini di Malesani hanno perso il confronto soprattutto a centrocampo dove nessun giocatore si è preso la Brighi di creare un'azione d'attacco.
Per il Sassuolo in mezzo a tanto grigiore, l'unica nota di colore è stato Marrone. Ma a vedere dal colore si capisce che in campo non è che abbia fatto proprio una figura eccezionale.
Il finale è stato 2-0 per il Napoli, ma il risultato poteva essere ancora più netto se non fosse stato per una serie di interventi difensivi da favola fatti da Pegolo, Mammolo e Brontolo del Sàssuolo.
L'unica volta che il Sassuolo si è reso pericoloso nell'area partenopea è stato con un tiro di Zaza che ha sfiorato il palo. Nell'occasione Albiol ha perso la marcatura dell'attaccante e si è chiesto smarrito: “Dove sta Zaza o Madonna mia. Dove sta Zaza senza Isaia...”
Una cosa è certa. I gol subiti dal Sassuolo sono indiscutibilmente colpa di Cannavaro. Insomma per l'ex capitano del Napoli non è cambiato niente anche a 700 km di distanza.
Cannavaro è riuscito addirittura a far indovinare ad Insigne quel tiro a giro che sta provando a mettere sul secondo palo da un anno e otto mesi.
Cannavaro, però, pur rimanendo un grande cuore azzurro è ora un giocatore del Sassuolo e da ottimo professionista a fine gara ha caricato l'ambiente con le sue dichiarazioni: “Abbiamo giocato contro una grande squadra, daremo tutto per raggiungere i nostri obiettivi stagionali e poi...e poi...e poi dobbiamo acchiappare la Roma al secondo posto che dobbiamo andare in Cèmpion...Voglio turnà a casa...Forza Napoli!”
Capitano, certe cose capitano. Ma sono sicuro che anche per te, quella appena conclusasi, è stata una straordinaria settimana da D10S.

sabato 8 febbraio 2014

Napoli – Milan: Il gran premio di Fuorigrotta

C'è voglia di vittoria allo stadio San Paolo, il pubblico attende fremente l'ingresso delle squadre in campo. Ecco sbucare dal sottopassaggio le due compagini: il Milan con la sua classica divisa rosso e nera e il...Chievo con la sua consueta casacca giallo e blu. Qualcuno dalle tribune si chiede smarrito: “Ma avessimo sbagliato stadio? Gennà hai preso la freccia per Fuorigrotta o siamo usciti a Verona Est?”
Perdonatemi, ma perlomeno nelle gare di cartello, restituiamo al nostro pubblico la splendida maglia azzurra che tanto ci piace e tanto ci fa emozionare...
Dirige l'incontro l'arbitro Massa che dopo l'esperienza alla Ferrari ha abbandonato il volante e si è dato alla carriera arbitrale.
Tutti attendevano che Massa desse il suo via per far partire la gara, ma stranamente il fischio dell'arbitro tardava ad arrivare. A quel punto i due capitani si sono avvicinati per chiedergli spiegazioni e Massa ha precisato: “Ma voi che volete da me? Io fin quando non vedo il semaforo verde non si parte...”
Gara che finalmente comincia con una cornice di pubblico stupenda. Da uno spicchio dei distinti si è notato un gruppo di tifosi organizzati provenienti dalla città di Sant'Antonio che sostenevano apertamente il giocatore del Milan Abate. Inequivocabile, infatti, era lo striscione che fieramente mostravano su cui era scritto: “Club Sant'Antonio Abate”
Il Milan va in vantaggio ma in campo c'è solo il Napoli che trova subito il pareggio. Per i padroni di casa però comincia la sagra della sfortuna con un'innumerevole serie di azioni e conclusioni che solamente la malasorte ha impedito che si tramutassero in gol. Un Napoli che sembra proprio debba farsi benedire. Tant'è vero che dagli spalti arriva la proposta di uno scaramantico tifoso: “Presidè altro che Lete, come sponsor devi prendere San Benedetto...”
Al minuto 45 Massa decreta la fine del primo tempo e manda tutti a fare il pit stop.
Nella ripresa il Napoli asfalta il Milan schiacciandolo nell'area di rigore. Infatti, al trentaduesimo tiro ricevuto in porta, il portiere del Milan si è rivolto agli attaccanti del Napoli implorandoli: “Abbiati pietà per me”
Seppur l'originale aveva in campo il numero 22 c'è da dire che anche Balotelli ha decisamente fatto Kakà. Una prestazione pessima che ha spinto Seedorf a sostituirlo. Le telecamere hanno così indugiato su un Balotelli in lacrime che si nascondeva sotto la sua giubba.
Il motivo delle lacrime è riconducibile ad Emanuelson che era seduto accanto a lui in panchina e che gli ha passato uno specchietto con il quale Balotelli ha potuto vedere che chiavica di taglio di capelli gli aveva fatto il suo barbiere. A quel punto le lacrime e la vergogna sono state irrefrenabili.
Intanto la doppietta del Pipita affonda il Milan. Higuain dimostra di esser un bomber stratosferico anche se sarà impossibile per lui far dimenticare ai tifosi il grande goleador, quello dell'anno scorso, coso, come si chiamava, quello coi capelli lunghi, coso là, quello dell'Uruguay, coso...vabbè mi verrà in mente.
Nel frattempo, i rossoneri escono umiliati dal San Paolo. E' evidente che l'allenatore del Milan non è più Allegri, ma a vedere la faccia di Seedorf sembra pure lui incazzato nero.
Bandiera a scacchi. Massa pone fine alla gara. Si spengono i motori. Il Napoli vince il gran premio di Fuorigrotta ed è sul gradino più alto del podio.

domenica 2 febbraio 2014

Atalanta – Napoli: Paperissima Sprint

A Bergamo va di scena un'esilarante puntata di Paperissima Sprint. Grandi protagonisti sono stati gli eccezionali Papereina, Paperinler e Paperandez, autori di un'umiliante sconfitta in terra orobica.
Eppure la giornata era cominciata bene con la compagine azzurra che, arrivata a Bergamo, credeva di trovare un'accoglienza poco ospitale ed invece la società atalantina ha accolto magnificamente gli ospiti, intitolandogli addirittura il loro campo da gioco: lo stadio azzurri d'Italia.
Seppur il mercato si è concluso da pochi giorni, è girata voce del fitto colloquio alla vigilia della partita tra Pierpaolo Marino e Bigon, con il dg dell'Atalanta che ha suggerito il portiere Consigli al Napoli come prossimo acquisto. Evidentemente si è trattato dei cosiddetti Consigli per gli acquisti.
La partita comincia con Benitez che schiera Zapata dall'inizio e fa accomodare in panchina Higuain. Per tutto il primo tempo si è attesa dalla punta la zampata vincente, ma alla fine c'è stato solo lo Zapata perdente.
Benitez sceglie anche la carta Pandev, preferendolo ad Hamsik. Le giocate del macedone sono lente e apatiche. Non c'è che dire, con Pandev titolare, Aldo Biscardi ha vinto la sua atavica battaglia di volere la moviola in campo.
Per tutto il primo tempo il telecronista di Sky non ha fatto altro che esaltare le doti fisiche di una nota conduttrice del panorama televisivo nazionale. Difatti continuava a ripetere nella cronaca: “Bonaventura, Bonaventura, Bonaventura...”
Anche Sosa, che era al commento tecnico, a un certo punto ha sbottato: “E basta con questa Ventura, ma è possibile che pensi sempre alle femmine? Che poi sta Simona Ventura si è fatta pure vecchia. Pensa a guardare la partita...”
La prima frazione termina sullo zero a zero. Ritmi bassi, poche occasioni e partita decisamente noiosa. Tant'è che pure la moglie del difensore dell'Atalanta Raimondi ha raggiunto il marito negli spogliatoi per manifestargli tutto il suo dissenso per un primo tempo tediante: “Raimondi guarda che io sono stufa. Che barba che noia, che barba che noia.”
Comincia la ripresa e il tecnico dell'Atalanta prova a dare una scossa alla sua squadra con urla e invettive dirette ai suoi giocatori. Dalla panchina l'allenatore atalantino è Colantuono e fulmini.
Dopo pochi minuti va in scena la trasformazione del portiere azzurro da Pepe Reina in PapeReina che subisce un gol che rasenta il grottesco. L'Atalanta va in vantaggio e i tifosi per festeggiare alzano dagli spalti uno stendardo. Si tratta di Guglielmo che continuava a gridare: “Mettetemi giù che devo continuare la partita..”
Al ventesimo minuto si verifica ciò che i tifosi del Napoli aspettavano da ben tre anni. Inler dal limite dell'area fa partire un preciso passaggio smarcante che imbecca perfettamente l'attaccante Denis che mette la palla in gol. Ha segnato il Napoli e per festeggiare German Denis accorrono Cigarini, Maggio, Hamsik....Gargano, Grava e Lavezzi. Scusate ma mi voglio convincere che siamo nella stagione 2009/2010 e che la rete dell'allora azzurro Denis sia stata favorita da un passaggio illuminante da parte di un eccellente centrocampista del Napoli. E poi il 2010 lo ricordo come una grande anno: c'era il Pocho a Napoli, finimmo il campionato davanti alla Juve e soprattutto non avevamo ancora in squadra l'imperfettissimo PaperInler.
Infine, il terzo gol lo abbiamo subito a causa della testa di Cazzola. Non che abbia segnato il difensore dell'Atalanta, io mi riferisco alla testa di Cazzola di Fernandez che nel corso di Paperissima Sprint non poteva esimersi nel dare anche lui il suo immancabile contributo. Grazie a Paperandez, infatti, gli orobici si portano sul definitivo tre a zero.
Come da cattivo costume la curva atalantina a fine gara intona il coro: “Noi non siamo napoletani” E a me stavolta verrebbe da dire: “Buon per voi, perché se fosse stati napoletani dopo questa partita sareste parecchio incazzati”