domenica 13 aprile 2014

La Lazio paga dazio con una Triplipita d'oro

La settimana che ha portato alla sfida con la Lazio è stata condita dalle diverse tappe della grottesca vicenda che ha visto il presidente De Laurentiis autore di una presunta aggressione nei confronti di un tifoso napoletano che si era permesso di offenderlo in maniera deprecabile dicendogli addirittura: “Presidente noi vogliamo vincere!”
Ma come si può pensare che il pacato De Laurentiis abbia potuto aggredire con violenza un tifoso del Napoli? Il video che ha fatto il giro del web non fornisce immagini chiare e poi il presidente non è proprio il tipo di persona che può fare una cosa del genere. Oddio, si dice che Insigne prima di giocare nel Napoli era alto un metro e novantaquattro e dopo aver sbagliato il 74esimo tiro a giro sul secondo palo De Laurentiis l'abbia fatto diventare un metro e sessanta a furia dei cazzotti in testa che gli ha dato che gli hanno bloccato la crescita.
Certo, si dice pure che Zapata era di nazionalità svedese, era biondo, occhi azzurri e con una candida carnagione bianca. Poi l'anno scorso quando è approdato a Napoli ha commesso l'imperdonabile errore di chiedere a De Laurentiis la proprietà dei diritti di immagine sul suo contratto e il presidente lo ha abbuffato di mazzate e lo ha fatto diventare nero.
Per non parlare poi di quello che si vocifera sul caso Zuniga. Sembra che De Laurentiis gli abbia staccato ad una ad una tutte le dita dei piedi quando si è accorto che sul rinnovo del colombiano c'era uno zero in più rispetto ai 400 mila euro che il presidente voleva al massimo spendere per il suo ingaggio.
Ma queste sono solo voci infondate. Veniamo alla partita che è meglio. Dunque De Laurentiis ha dichiarato alla vigilia che per battere la Lazio bisognava aggredirla. Al che è intervenuto Benitez e ha detto: “Aurè sta settimana già hai fatto troppi guai. Prendi il croccantino a vai a giocare con il gomitolo di lana che ti ho messo nella cuccetta...”
La Lazio di scena al San Paolo non può che rievocare nella mente dei tifosi la sfida della scorsa stagione dove gli azzurri vinsero con una tripletta di Cavani. Da allora molte cose sono cambiate. Se infatti in quella partita in campo c'era Cavani che è il passato, oggi in campo c'era Cavanda che invece è il gerundio.
Ma ciò che manda in visibilio la tifoseria azzurra è di sicuro il presente che si chiama Gonzalo Higuain. Il Pipita infatti mette a segno tre gol, diventando così Triplipita e stendendo la Lazio.
In tema di bomber, purtroppo non è potuto essere della sfida il giovane talento della Lazio Keita. Ufficialmente per una distorsione al ginocchio, ma in realtà pare che l'attaccante sia dovuto ritornare in Senegal per sbrigare una pratica burocratica nel suo comune di nascita. L'accidentale smarrimento di alcuni documenti ha infatti obbligato Keita a recarsi in patria per comunicare all'ufficio anagrafe quali suoi parenti fossero ancora viventi e quali invece fossero trapassati. Il giovane attaccante ha dovuto così distinguere i Keita vivi dai Keita morti.
Al San Paolo era presente anche una nutrita rappresentanza di tifosi laziali che come al solito è stata tacciata di essere una fazione di chiara matrice fascista. Francamente credo sia sbagliato generalizzare su un'intera tifoseria e fare di tutta l'erba un fascio...
Alla fine il risultato del match è stato 4-2 per il Napoli. Un esito che seppur così netto non è stato compreso dal direttore sportivo della Lazio. D'altra parte si sa che un risultato Netto non comprende la Tare.
Nelle interviste del post gara è voluto ritornare anche l'ex allenatore del Napoli Reja sull'episodio dell'aggressione di De Laurentiis al tifoso: “Conosco Aurelio da tanti anni – ha precisato il tecnico – e mi sento di escludere categoricamente che abbia potuto aggredire una persona usando violenza contro chi appartiene alla famiglia Napoli. Ora però scusate ma devo andare perché mi gira un po' la testa. Ho ancora i postumi di una capata in bocca che presi qualche anno fa in questi spogliatoi da un signore con la barbetta che mi insultava in dialetto romanesco”.

Diodato De Martino

domenica 6 aprile 2014

Il Parmigiano è indigesto per il Napoli

La settimana che ha portato alla gara contro il Parma è stata caratterizzata da diverse ed incerte notizie riguardanti il futuro di Pepe Reina. A Castel Volturno c'è stato un fitto faccia a faccia tra Reina e Bigon al fine di comprendere le reali intenzioni del portiere azzurro sul suo futuro. Nel confronto tra il giocatore e il direttore sportivo, Pepe Reina è stato molto vago e poco chiaro nell'esporre le sue preferenze per la prossima stagione. Infatti, pare che Reina abbia detto a Bigon: “Io sto bene a Napoli, ma a fine stagione dovrò tornare al Liverpool. Certo, a chi non farebbe piacere giocare nel Barcellona. Anche se non mi dispiacerebbe un'esperienza al Bayern Monaco. Per non parlare poi del PSG che pure non sarebbe male...” Tant'è che Bigon l'ha guardato spaesato e gli ha risposto smarrito: “Pepe, con le tue parole non ho capito proprio dove vuoi andare a parare...”
Si è giunti così alla delicata sfida contro il Parma. Il grande assente della partita è stato sicuramente Antonio Cassano che non ha potuto partecipare al match in quanto è dovuto tornare a Bari con la moglie per eseguire un'importante operazione bancaria. Si dice che Cassano e consorte si siano recati presso la Banca Popolare di Bari per depositare ben un milione di euro. Arrivati allo sportello, si sono rivolti al cassiere nel loro dialetto barese: “Auee...siemo venuti a depositere un miliene in benche...”. A quel punto, il cassiere, volendo precisazioni sul tipo di deposito, se libero o vincolato, ha chiesto ai due coniugi: “Vinculete?”. E la moglie di Cassano imbarazzata: “Eh, ogni tento...!!!”
Purtroppo con l'assenza del talento di Bari Vecchia la partita ha perso molto del suo spessore tecnico in quanto Cassano è unico e insostituibile. Difatti si può dire con convinzione che Cassano nel suo genere è un giocatore singolare. Tant'è vero che nel Parma si distingue da Cassani che invece è plurale.
Al Tardini per questo posticipo serale c'era anche uno spettatore d'eccezione sulle tribune. Si tratta dell'indimenticato Gianfranco Zola che ha militato sia nel Napoli che nel Parma. Per chi non lo sapesse, Zola dopo la carriera calcistica si è dedicato all'imprenditoria, commercializzando formaggio in Inghilterra. E per ricordare una frase che i tifosi del Chelsea gli gridavano quando giocava a Londra, e cioè “Vai vai Zola”, ha chiamato il suo formaggio “Go go Zola”. Un grande successo.
Per ciò che concerne l'esito della partita, il Parma si è imposto sugli azzurri con il risultato di 1-0. L'autore del gol aveva promesso in settimana ai suoi tifosi che avrebbe segnato contro il Napoli ed in effetti è stato di Parolo.
I partenopei dal canto loro sono stati alquanto sterili nella finalizzazione. Basti pensare che il portiere del Parma è stato Mirante di nome e di fatto in quanto si è mirato la partita senza toccare nemmeno un pallone. In realtà Mirante una palla stava pure per toccarla ma Zapata lo ha anticipato e lui lo ha messo giù in area di rigore.
La squadra di Benitez è stata apatica nella costruzione del gioco. Si sono viste poche trame ragionate e tanti lanci in area di rigore che la difesa del Parma ha facilmente spazzato con l'aiuto di Paletta.
Il Parma nel finale ha protestato per un fallo non concesso dall'arbitro. E' stato Fernandez ad aver toccato Gobbi, ma il difensore si è discolpato dicendo che l'ha fatto solo per buon augurio.
Nei minuti di recupero, quando si attendeva l'assalto del Napoli, è stata la squadra di casa a chiudere la partita in avanti. Infatti al minuto 94, S'imbuca Molinaro, ubriaca di finte gli azzurri e lascia l'amaro in bocca a tutti i napoletani.
Fischio finale. L'obiettivo secondo posto fa ormai Acquah da tutte le parti ed il Napoli perde così Felipe ed il paniere. Al Tardini il parmigiano è parecchio indigesto per gli azzurri ed ora per digerire questa sconfitta mi sa che c'è proprio bisogno di un “S'imbuca Molinaro”.

Diodato De Martino


domenica 30 marzo 2014

Napoli-Juventus: La Vecchia Signora è morta!

La gara con la Juventus è una sfida diversa da tutte le altre. La partita delle partite è molto sentita dal popolo partenopeo e per questo caratterizzata spesso da qualche offesa di troppo nei confronti della tifoseria avversaria. Io credo che bisognerebbe prendere le distanze da questo deprecabile atteggiamento e raccontare le emozioni della sfida al netto di ingiurie ed inutili sfottò.
Fatta questa doverosa premessa, cominciamo col dire che il San Paolo ha ospitato una delle partite più importanti della stagione, ma purtroppo un inatteso guasto alla rete fognaria stava per rovinare una meravigliosa notte di sport. Poche ore prima dell'inizio del match, infatti, un insopportabile maleodore fognario si era diffuso per l'intera zona di Fuorigrotta. Immediato è stato l'intervento della protezione civile per risolvere l'insostenibile disagio. Ma per loro somma sorpresa hanno constatato che l'impianto fognario era perfettamente funzionante. Solo poco dopo hanno appreso l'effettiva causa di quella nauseante puzza di fogna, aveva fatto il suo ingresso allo stadio il pullman della Juventus Football Club.
Non c'è niente da fare, la Juventus è la squadra più odiata, soprattutto dopo le vicende di Calciopoli che hanno confermato l'irregolarità di alcune delle sue vittorie. Ora però tutto è cambiato. La nuova Juventus, infatti, per uscire pulita da Calciopoli ha preso Vidal, ma non è che sia riuscita perfettamente a lavarsi di tutte le illegalità commesse.
Oltre ad una carriera calcistica che ha spesso imboccato scorciatoie di bassa liceità, la Vecchia Signora si è fatta da sempre portatrice anche dell'inimitabile stile Juventus che rende tutti i suoi appartenenti presuntuosi e deficienti. Non a caso i suoi giocatori più rappresentativi sono Buffon e Pirlo.
Ma veniamo alla partita. Il Napoli scende in campo con la consueta casacca azzurra come il cielo e come il mare. La Juventus scende in campo con la consueta casacca a strisce bianconera come la divisa dei carcerati di Alcatraz nell'ora d'aria.
Ma la Juve in scena al San Paolo è una Juve diversa, che si è redenta e ora segue la strada della legalità. Difatti, doping aver preso due gol, Marchisio nel finale ruba il pallone a centrocampo e prova ad affrodare sulla fascia. Riceve la palla al piede Vidal che con una finta raggira un avversario e si truffa in area tentando di estorcere all'arbitro un calcio di rigore. Mi sa che purtroppo non cambieranno mai...
A Napoli si consuma così il grave lutto per la morte della Vecchia Signora con i bianconeri che a vederli perdere con tanta inferiorità sembravano l'Ascoli.
Un ultimo pensiero va ai tifosi della Juventus e ai loro cori discriminatori verso il Napoli e i napoletani. Recita il rapper Rocco Hunt nella sua “Nu juorno buono”: Se tifi un'altra squadra sei lo stesso mio fratello.
Però se tifi Juve per me sei solo un pazzo, ed io mi sento proprio o' frat ro'...juventinazzo!

Diodato De Martino

domenica 23 marzo 2014

La Fiorentina “viola” il San Paolo

Nel periodo di Quaresma per il Napoli è stata una sofferente settimana di passione che ha visto gli azzurri percorrere la via Crucis che li ha portati ad uscire dall'Europa e a vedere allontanarsi quasi definitivamente il secondo posto in classifica. Per carità, non stiamo a crocifiggere nessuno, ma la situazione va ben analizzata per cercare di trovare il modo di risorgere.
Napoli e Fiorentina si affrontano dopo le recenti delusioni di coppa con umori e convinzioni differenti.
La Fiorentina si presenta al San Paolo ostentando soddisfazione per la stagione che sta conducendo. I viola infatti sono partiti in sordina senza grandi proclami e stanno chiudendo la loro annata raggiungendo obiettivi che vanno al di sopra delle aspettative iniziali. Proprio per questo motivo, la Fiorentina che anno dopo anno vede fiorire sempre nuovi ed inattesi traguardi viene rappresentata nel panorama floreale dal giglio.
Il Napoli invece ad Agosto ha palesato l'obiettivo di vincere lo scudetto, a novembre di superare il girone di Champion's League, a gennaio di centrare il secondo posto e a marzo di vincere l'Europa League. Proprio per questo motivo, il Napoli dopo aver visto morire ogni speranza di raggiungere gli obiettivi dichiarati viene rappresentato nel panorama floreale dal crisantemo.
L'arbitro della partita è Tagliavento. Anche se viste le condizioni atmosferiche forse sarebbe stato meglio se ci fosse stato un Paravento.
Difatti sul San Paolo si abbatte un vero e proprio nubifragio e quando l'arbitro espelle Ghoulam si capisce davvero che piove sul bagnato.
D'altronde credo che il motivo principale della sconfitta sia riconducibile proprio al fatto che gli azzurri abbiano giocato con un uomo in meno. Attenzione, non mi riferisco all'espulsione dell'algerino, ma ad Inler che ormai con la sua consueta imprecisione svizzera è il solito uomo in meno del Napoli.
Partita difficile da gestire anche per il tecnico spagnolo. Difatti, dopo i primi svarioni difensivi di Reveillere, Benitez si è alzato dalla panchina e ha mandato a scaldare Behrami. Dopo l'espulsione di Ghoulam, Benitez si è alzato dalla panchina e ha mandato a scaldare Pandev. Dopo il gol della Fiorentina, Benitez si è alzato dalla panchina e ha mandato a fanculo tutti quanti.
Sugli spalti del San Paolo era presente anche la sorella del calciatore della Fiorentina Borja Valero, coinvolta in settimana in uno scandalo a luci rosse. Su un settimanale di gossip, infatti, la sorella del calciatore è stata dipinta come una insaziabile ninfomane divoratrice di uomini. Ha preso subito le sue difese Borja Valero che ha dichiarato: “Le accuse fatte a mia sorella Porca Valeria sono assolutamente immotivate...”
Infine una piccola curiosità sui giovanissimi della “scugnizzeria” azzurra che crescono all'ombra dei grandi campioni. A bordo campo, infatti, durante la partita, un giovanissimo raccattapalle dal nome Emunne Isacco ammirava affascinato i suoi beniamini in campo, sognando in un futuro più o meno lontano le stesse sorti e la stessa carriera calcistica. Il piccolo Isacco in preda ai suoi sogni di gloria si è rivolto ad un compagno accanto a sé, confidandogli le sue aspirazioni: “Stasera ho capito una cosa, nel calcio per far carriera devi avere il cognome che finisce con la zeta. Guarda in campo c'è Fernandez, Benitez, Rodriguez, Gomez. Anch'io per diventare un grande giocatore aggiungerò la zeta al mio cognome...”
“Ma tu hai capito che ti chiami Isacco Emunne? Con tutto l'affetto, non credo proprio che con la zeta alla fine potrai avere una carriera così brillante...” ha risposto l'amico raccattapalle smorzando in un sol colpo tutte le ambizioni del piccolo Isacchetto.
Proprio come le ambizioni di questo Napoli primaverile che rischia di vedere gettate nell'Isacco Emunnez tutte le sue più sontuose aspirazioni di inizio anno.

Diodato De Martino

lunedì 17 marzo 2014

Torino-Napoli: Si vince con una prova sotto toro

La trasferta di Torino è cominciata con un piccolo inconveniente per la truppa azzurra. L'autista del pullman partenopeo anziché allo stadio Olimpico ha diretto l'intera squadra presso uno studio specialistico di otorinolaringoiatria. Alla legittima richiesta di spiegazioni da parte di Benitez e compagnia sul perchè di quell'inatteso cambio di rotta, l'autista si è così discolpato: “Ma voi che volete da me? Giovedì scorso per giocare con il Porto siamo andati ad Oporto, adesso pensavo che per giocare col Torino dovevamo andare dall'Otorino.”
Per fortuna, nonostante lo spiacevole contrattempo, la squadra è arrivata in tempo allo stadio per affrontare la delicata sfida col Toro di Ventura.
Durante il riscaldamento prepartita è occorso un piccolo problema muscolare al portiere granata Padelli. Subito è stato messo in preallarme il secondo portiere Brace. La porta del Torino stava così per passare da Padelli a Brace. L'allarme però è subito rientrato e Padelli è ritornato regolarmente al suo posto al fianco dello scolapasta e della casseruola in mezzo alla batteria di pentole inox.
A sorpresa nell'undici iniziale scelto da Ventura non c'è Cerci. Il motivo dell'esclusione secondo insistenti indiscrezioni sarebbe addebitabile al fatto che Cerci abbia deciso di entrare nel mondo della politica come nuovo candidato della Lega Nord. La conferma della notizia viene addirittura da Sergio Marchionne che dal quartier generale della Fiat ha ribadito: “Il nostro nuovo assetto punta tutto sui Cerci in Lega”
Per quanto riguarda invece il Napoli, la buona notizia è rappresentata dal ritorno di Mesto che dopo il lungo infortunio si è accomodato in panchina accanto al terzo portiere Colombo. Nonostante il ritorno in squadra però il terzino azzurro ha mostrato un'aria sommessa e abbattuta. Tant'è che a un certo punto Colombo non ce l'ha fatta più a vederlo in quello stato e gli ha detto: “Giandomenico mio, ma tu ti devi riprendere fratello caro. Stai sempre con questa faccia appesa. Ma che hai?”
“E' che io sono Mesto...” ha risposto laconico il difensore.
“Ho capito che sei Mesto, – ha replicato il portiere – ma pensa che io sono Colombo e mica mi metto a cacare sulle ringhiere dei balconi...”
Tutto è pronto per l'entrata delle squadre sul rettangolo verde. Fa il suo ingresso anche la quaterna arbitrale con il direttore di gara Doveri che entra in campo precedendo il quarto uomo Piaceri. D'altronde si sa, prima il Doveri e poi il Piaceri.
Nel Torino parte a tutta birra Moretti che punge il Napoli sull'esterno sovrapponendosi all'insidioso Kurtic che dimostra di essere Kurtic e mal ngavatic.
Il Napoli subisce le azioni del Torino e ancora una volta si è palesata l'indispensabilità del portiere Reina che in più di un'occasione ha salvato il risultato sfoderando parate decisive. A questo punto vorrei dire alla dirigenza partenopea che a noi napoletani ci sta bene il caffè senza zucchero, ci sta bene la zuppa senza sale, ma un Napoli senza Pepe proprio non lo vogliamo. Compriamolo subito!
Al novantesimo, quando ogni speranza di vittoria sembrava vana è Higuain a trasformarsi in Matador e con un colpo secco mata un toro imbestialito.
A fine gara è stata fedele la disamina del difensore granata Glik che ha evidenziato la vittoria di un Napoli con una prova decisamente sotto toro. Diciamo onestamente che il giocatore del Torino ha inquadrato bene la partita e con un Glik l'ha fotografata perfettamente. 

Diodato De Martino 

venerdì 14 marzo 2014

L'allenamento a Castel Volturno

Mattinata di sole a Castel Volturno, i campi da gioco sono occupati da sedie e poltroncine.
Si capisce che sta per iniziare una seduta di allenamento.
Tutta la squadra era presente al cospetto dello staff tecnico per cominciare una giornata di lavoro. All'appello mancava solo Fabio Pecchia che è arrivato in ritardo con l'auto in panne e con il cofano fumante. Purtroppo era inevitabile per Pecchia fondere il motore visto che quando guida può utilizzare solo marce basse. D'altronde si sa che lui è l'allenatore in seconda e quando la macchina sale di giri almeno la terza ce la vuole.
Dopo l'inatteso inconveniente è cominciato l'allenamento e Benitez ha diviso la squadra in due gruppi.
Si è partiti con un lavoro di scarico per chi aveva da poco evacuato l'intestino. Per il resto della truppa il tecnico ha ordinato degli esercizi di allungamento. Dopo circa mezz'ora si è avvicinato spazientito Gargano che ha protestato nei confronti di Benitez: “Mister, sono mesi che faccio esercizi di allungamento, ma come è possibile che sono rimasto sempre un metro e sessantadue?”
Chiarito l'equivoco con l'uruguaiano, mister Benitez si è applicato ad impartire alla squadra preziose nozioni tattiche. Così si è rivolto al gruppo: “Oggi impareremo come giocare in inferiorità numerica. Per noi è fondamentale saper gestire l'uomo in meno anche per tutti i novanta minuti.”
“Ma non è possibile mister! - è intervenuto Albiol – Si dovrebbe verificare un'espulsione al primo minuto per giocare l'intera partita con un uomo in meno...”
“Caro Raul, tu dimentichi che abbiamo in squadra Britos. Quindi spesso giochiamo con uno in meno già da quando partiamo col pullman per arrivare allo stadio” ha risposto piccato Benitez.
Il tecnico spagnolo ha proseguito poi con la sua lezione di calcio, precisando alla squadra alcuni concetti basilari: “La prima cosa da fare è imparare a conquistare la palla. E vi dico che non è una cosa facile. Per conquistare la palla io vi consiglio di essere sempre gentili e provare con un mazzo di fiori, dei cioccolatini e dei messaggini romantici. Mi raccomando di essere sempre molto precisi, altrimenti rischiate di prendere il palo...”
La squadra seguiva silente e attenta le indicazioni tattiche dell'allenatore che dopo un po' ha sciorinato il seguito del suo dettame tattico: “Una volta che abbiamo conquistato la palla, dobbiamo essere bravi a farla girare e gestire il possesso.”
A quel punto, ha interpellato Jorginho, il più tecnico dei suoi centrocampisti, dicendogli: “Mostra ai tuoi compagni cosa ti ho insegnato.”
E Jorginho: “Nel 1999 sono entrate ufficialmente nella NATO Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Il raggio terrestre misura approssimativamente 6350 Km. Un aumento dell’inflazione provoca la perdita del potere d’acquisto dei salari. La cellula è....”
“E basta! - ha sbottato a un certo punto Maggio - Ci stai facendo proprio girare le palle!”
“Esercizio riuscito! - ha commentato compiaciuto Benitez - Questo Jorginho è un altro di quei giocatori che abbiamo in squadra che sicuramente le farà girare ai tifosi del Napoli...”
Terminato l'allenamento, Benitez si è rivolto a Higuain consigliandogli di non abbandonare ancora il campo: “Gonzalo, scegli dei compagni e allenati sulle punizioni.”
E il Pipita ha subito accontentato il mister: “Allora, Callejon non mangia la nutella per una settimana. Inler non gioca alla play station fino a lunedì. E Hamsik deve stare un'ora dietro la lavagna tattica perchè lo abbiamo mandato in salumeria a fare i panini e lui non ci ha portato il resto dei soldi e si è fatto la cresta da sopra...”
L'allenamento è così definitivamente concluso e la squadra si è avviata stanca nello spogliatoio.
Da registrare a margine della mattinata, la visita al centro di Castel Volturno dei coniugi Perrella, una coppia settantenne del condominio “Galilei” del comune di Aversa che ha insistito con la vigilanza per poter parlare di persona con Rafael Cabral.
“Ho capito che stanno facendo l'allenamento, ma qua si tratta di un'emergenza! - ha spiegato allarmato il signor Gaetano Perrella – Mio figlio Luigi è rimasto chiuso nell'ascensore del palazzo! Affianco alla porta c'era un cartello che diceva: 'in caso di arresto rivolgersi al portiere'. Ve lo chiedo per favore, dite a Rafael se cortesemente va a salvare il povero Gigino...”

Diodato De Martino 

domenica 9 marzo 2014

Napoli – Roma: addio corde vocali

Napoli – Roma era la partita da vincere senza eleganti e ornati confezionamenti. Bisognava battere i giallorossi per dare linfa a quell'obiettivo secondo posto, unico e vero diktat imposto alla squadra dalla dirigenza.
Categorico era stato infatti il presidente De Laurentiis alla vigilia dell'incontro: “Preferisco evitare i preliminari”
“Sei il solito maschilista! - La replica piccata della moglie Jacqueline - Ricordati che per noi donne le coccole sono importanti!”
Gara dunque decisiva e per questo curata da Benitez soprattutto sul lato motivazionale. L'attesa è stata estenuante per una partita che poteva decidere le sorti di una stagione. Il tecnico spagnolo pochi minuti prima dell'ingresso in campo ha raccolto attorno a sé l'intera squadra e ha detto: “Ragazzi è l’ora X”
“Azz! Già si sono fatte le dieci!” ha ribattuto Insigne che aveva acquistato per l'occasione un orologio con i numeri romani.
Poi il mister ha continuato a caricare i suoi: “L'importante per vincere è non fare nessun passo falso..”
“Mannaggia, e mo come faccio? Io ho le scarpe della Naik, - ha risposto disperato Maggio - le ho comprate proprio ieri mattina fuori Forcella...”
Per quanto riguarda invece la Roma, Garcia rinuncia a sorpresa a Dodò che si accomoda in panchina affianco a Dudù e Dadadà della celebre canzone “Trottolino amoroso”
La gara parte con tanta intensità ma poca precisione nei passaggi. In particolare è il solito Inler a palesare la sua consueta imprecisione svizzera. Tant'è che Benitez a un certo punto si è alzato dalla panchina e ha urlato: “Gokhan cambia gioco velocemente!”
E Inler: “Devo lanciare lungo sugli esterni?”
“No, devi cambiare gioco quanto prima, io ti consiglio l'ippica o le bocce.” la replica rassegnata di Benitez.
Se le due squadre in campo erano in piena confusione, l’arbitro sicuramente non era da meno. Infatti, dopo un duro contrasto a centrocampo, Hamsik è corso verso il direttore di gara dicendogli: “Arbitro, fallo!”
“Che devo fare?” la risposta smarrita di Rocchi.
Ad ogni modo la Roma per larghi tratti ci ha messo in difficoltà, soprattutto con la velocità di Gervinho che nel finale di primo tempo ha rubato palla ad Albiol ed è scappato via in velocità. La sua fuga fortunatamente è stata breve. Le guardie lo hanno preso subito e lo hanno arrestato per furto.
Nella ripresa il Napoli non riusciva a scardinare la roccaforte avversaria con i minuti che passavano inesorabili. Ma poi Ghoulam pennella la giusta parabola per la testa di Callejon che deliziosamente manda la palla in rete. Ed è stato proprio nel preciso momento che il pallone ha varcato la linea bianca della porta di De Sanctis che le mie corde vocali mi hanno salutato e mi hanno detto: “E' stato un piacere, noi ce ne andiamo...” E così le ho perse per sempre.
A fine partita comunicavo a gesti, e mi aggiravo per casa in stato confusionale, ma sono riuscito però ad assistere a quello che tutti hanno considerato un fenomeno paranormale: Lo spirito del telecronista Rai Gianni Cerqueti aleggiava ancora sullo stadio San Paolo dopo la gara di coppa Italia e al novantesimo si è impossessato del corpo del telecronista Sky Maurizio Compagnoni che al triplice fischio dell'arbitro ha così commentato: “Vince il Napoli... ma grande Roma, favorita per il secondo posto che ha ancora tre punti di vantaggio che diventeranno sei con la gara da recuperare, anzi sette per il vantaggio negli scontri diretti. Per non parlare poi che Benitez è chiatto, Callejon tiene le forfora e a Mertens gli sono uscite le emorroidi”
A questo punto con quel poco di voce che mi è rimasta direi: Cara Roma vai Pjanic perchè anche se hai l'aiuto De Sanctis per la seconda volta ti abbiamo diStrootman.

Diodato De Martino