sabato 3 maggio 2014

La Coppa, la Fiorentina e 3 castagne di Montella. Buon appetito Napoli!

Chiamatela piccola coppa o capocollo, finocchiata, lonzino o insaccato, ma arrivati in finale per il Napoli la Coppa Italia per una notte diventa la Champion's League.
In una stagione altalenante dove si è viaggiato tra le pieghe di una cammino in chiaroscuro la Coppa Italia rappresenta il riscatto di un'intera annata.
Il Napoli ha preparato meticolosamente questa finale. Gli azzurri si sono allenati anche nei giorni festivi. In particolare, Benitez ha deciso di effettuare il cronometraggio dei test di velocità dei giocatori proprio nel giorno della festa dei lavoratori dove è arrivato terzo Mertens, secondo Callejon e primo Maggio.
Il Napoli alla vigilia della finale ha chiesto anche un'udienza privata da Papa Francesco. L'incontro col Pontefice è stato voluto fortemente da De Laurentiis che pare abbia confidato a Bergoglio: “Sua Eminenza siamo qui perchè mi sa che quest'anno per vincere qualcosa ci vuole solo la mano di Dio...”
Higuain nonostante il recente infortunio è in campo perchè è l'unico che nel Napoli sa fare la differenza. Mentre Hamsik è più bravo nelle addizioni ed Albiol sa la tabellina del 3 a memoria. Il prossimo anno invece Benitez dovrà insegnare alla squadra le potenze e le frazioni.
Montella è teso per la sua prima finale e prima della gara si è messo a parlare con i terzini Tomivic e Savic
Benitez è tranquillo per la sua quindicesima finale e prima della gara si è messo a mangiare nu' panin cu vruoccl e sasic.
Il Napoli parte a mille con Insigne che porta gli azzurri avanti di due gol. La gara sembrava mettersi in discesa ma Vargas riapre le ostilità, sorprendendo la difesa e trafiggendo la porta di Reina.
I partenopei soffrono soprattutto a centrocampo dove Inler perde il confronto con il dirimpettaio Borja Valero. La disparità tecnica in mediana è vissuta con coinvolgimento anche dalle panchine dove è prima Montella a rivolgersi compiaciuto al suo giocatore: “Continua così! Vai Borja Valero”
Poi è Benitez a rivolgersi sconsolato a Gokhan Inler: “Continua così e te ne vai! Porca Eva”
Ed infatti Inler conferma di essere l'uomo in meno del Napoli quando si fa ingenuamente espellere a metà ripresa.
Gli azzurri patiscono il massimo sforzo della Fiorentina che prova ad agguantare il pareggio, ma in una perfetta azione di contropiede è Mertens che cala il Dries d'assi e consegna la coppa al Napoli.
Eppure il tecnico viola ci teneva proprio a vincere questo trofeo. Alla vigilia aveva infatti avvertito tutti che la sua squadra avrebbe venduto cara la pelle, dichiarando: “Dalla fronte dei miei giocatori non dovrà scendere il sudore ma il sangue”.
Il Napoli in pratica si è trovato di fronte una Fiorentina al sangue ed in tre bocconi se l'è ghiottamente mangiata.
Gli azzurri infatti con la Coppa e la Fiorentina chiudono il lauto pranzo con tre belle castagne di Montella che hanno suggellato il succulento banchetto dell'Olimpico.
Risultato finale 3-1. Il grande protagonista del match è stato certamente Lorenzo Insigne che a fine gara ha raccolto gli elogi di mister Benitez che sul campioncino azzurro ha dichiarato: “Sono soddisfatto della stagione di Lorenzo. Sono convinto però che può crescere ancora”
“Lo spero proprio. – ha replicato Insigne - Sono stanco di essere sempre scambiato col bambino che tengo per mano quando facciamo l'ingresso in campo...”



Diodato De Martino

giovedì 1 maggio 2014

La storia di Callejon in tempo Real

Josè Maria Callejon nasce in Spagna l'11 febbraio 1987 ed ha un fratello che è praticamente identico a lui sia nei lineamenti nel viso che nella struttura corporea. I due sono gemelli. Poi un altro fratello è scorpione e un cugino di secondo grado invece è capricorno.
Inoltre, non tutti sanno che il padre di Josè è balbuziente e per questo tutti lo chiamano Cacallejon.
Cresce calcisticamente nelle giovanili del Real Madrid. Con la maglia dei blancos segna il suo primo gol in un trofeo dedicato ad una delle note musicali: La coppa del Re.
Approda a Napoli nel Luglio del 2013. A prima vista poteva sembrare uno dei soliti pacchi di Bigon, ma già dalla sue prime giocate lascia intravedere le sue qualità. Eppure era giunto a Napoli tra lo scetticismo di molti, tra cui Benitez che sull'esterno aveva dichiarato: “Ho voluto fortemente Higuain perchè prediligo tutti quei giocatori che hanno i cognomi che finiscono cogli in. Avevo invece qualche dubbio su Callejon perchè non mi convincono tanto quelli che finiscono cogli on...”
Lo spagnolo sceglie la maglia numero sette, ereditando il peso dei suoi recenti predecessori. Callejon però sembra pronto a raccogliere l'importante retaggio, dichiarando spocchioso alla stampa: “Sono consapevole di aver scelto un numero importante che è stato sulle spalle di miei illustri predecessori come Turrini, Incocciati e il grande Tebaldo Bigliardi”.
Diciamo che era meglio se Callejon evitava di comprare il Dvd della storia del Napoli sulla bancarella di Mohamed a Piazza Garibaldi.
L'avventura partenopea di Callejon ha però trovato da subito delle insormontabili insidie di comunicabilità con un particolare compagno di squadra, l'autoctono napoletano Lorenzo Insigne. Spesso Callejon ha provato a comunicare con lui in catalano ma Insigne percepiva quelle parole come dei suoni indefiniti che rimbalzavano nelle sue orecchie alla stessa stregua di un rutto o un colpo di clacson.
Purtroppo questo spagnolo sembrava davvero una lingua incomprensibile per il campioncino targato Na. Che poi, parliamoci chiaro, se tu chiedi a un napoletano che cosa conosce della Spagna, lui riassumerà il tutto in poche nozioni: le nacchere, la corrida, la macarena, la paeglia (rigorosamente scritto così) e il pan di Spagna per le torte di compleanno. E basta.
Eppure quest'annata è corsa inevitabilmente sull'asse linguistico Italia-Spagna. E allora via ai siparietti che non ti aspetti.
Nell'ultima gara casalinga contro la Juventus, Callejon aveva appena messo la palla in gol e nel festeggiare la marcatura con i compagni si è rivolto a loro gridando: “Vamos! Vamos!” Insigne è arrivato di corsa dalle retrovie, ha abbracciato il compagno e ha risposto: “Si, anche noi t'amiamos, Callejons...”
Inoltre, c'è da dire che l'assist per il gol è stato pennellato proprio da Insigne e Callejon per ringraziarlo dell'ottima rifinitura non ha nascosto la sua riconoscenza dicendogli: “Lorenso te quiero....”
“Chieremi tutto Josè – ha risposto Insigne - mi puoi chierere quello che vuoi, ti sentos...”
Ad ogni modo, si può dire che nonostante qualche problemino di ambientamento, lo spagnolo in poco tempo ha davvero conquistato tutti con le sue squisite doti tecniche. Eppure mi sono chiesto: E se non fosse stato un calciatore? Ho provato a pensare a quale sarebbe potuta essere la professione dell'ex Real se non avesse fatto carriera del mondo del calcio. Io lo avrei visto in un contesto botanico. Già mi immagino l'insegna del suo negozio di fiori: “CALLE jon”
E allora venghino signori, venghino. Ci sono petali e fiori per tutti i tifosi del Napoli. All'ombra del Vesuvio è sbocciato il talento cristallino di Josè Maria Callejon...


Diodato De Martino

sabato 19 aprile 2014

Al Friuli il Napoli parte martello ma gli finisce incUdine

Nel Sabato Santo di Pasqua è di scena al Friuli il match tra Udinese e Napoli. Viste però le condizioni meteorologiche e le basse temperature sembra proprio che sia il giorno Di Natale, ma Guidolin preferisce tenerlo in panchina.
La grande assenza invece per il Napoli è quella di Higuain che non ha potuto giocare perchè in settimana ha preso una botta. Sconcerto da parte della showgirl partenopea Marika Fruscio che dichiara: “Ma allora io non potrei giocare mai...”
Out anche Lazzari dell'Udinese che non è della partita perchè infortunato alla caviglia. Il medico sociale fino all'ultimo ha cercato di convincerlo a provare a forzare sulla caviglia malconcia dicendogli “Lazzari alzati e cammina...” Ma niente, purtroppo per i friulani il medico non è riuscito a fare il miracolo.
Al Friuli scende in campo anche il grande ex Gokhan Inler. Quando l'ha rivisto a Udine, Pozzo non ha potuto nascondere la commozione, scoppiando in un pianto a dirotto. Soddisfatto, lo svizzero ha abbracciato il suo ex presidente e gli ha detto: “Presidente è commosso perchè ricorda i tempi di quando ero qui a Udine?” E Pozzo: “No, piango perchè la tua cessione al Napoli per 18 milioni è stato il più grande pacco della storia del calciomercato. Pensa che con quei soldi mi sono comprato 3 aliscafi, 2 ville, 1 elicottero e mi sono fatto pure un abbonamento quadriennale da Samantha. So che pure tu a Napoli stai facendo fare parecchi abbonamenti... ma ai centri di epatologia perchè hai fatto fare il fegato fracico a tutti quanti...”
Dopo il nostalgico siparietto comincia la partita. Il Napoli parte bene e Guidolin vede la sua squadra subire l'iniziativa degli ospiti. Così prova a scuotere i suoi. Il primo rimbrotto è per Gabriel Silva: “Gabriel ti ho detto di renderti protagonista! Prova a fare qualche magia, nell'uno contro uno fai scomparire il pallone all'avversario” “Mister ma io chiamo Silva, mica mi chiamo Silvan” è stata la risposta piccata del giocatore dal campo.
Breve conciliabolo anche tra Behrami ed Insigne su alcune marcature da tenere in campo. E' lo svizzero a chiedere supporto al compagno: “Lorenzo per caso hai visto la mezzala che il mister mi ha detto di marcare?” E Insigne: “Allan!” “Ma la vuoi smettere di esprimerti sempre in dialetto che non ti riesco a capire? - ha replicato Bherami - Devi dire 'Eccola' non 'Allan'...”
Al minuto 39 il Napoli trova il vantaggio con Callejon che fa partire un bolide di grande potenza che il portiere dell'Udinese non riesce nemmeno a sfiorare. Friulani sotto di un gol e reazione infastidita dell'estremo difensore nei confronti dello spagnolo: “Ma come, io so' Scuppett e tu tiri ste botte...”
E Callejon gli ha subito risposto in rima: “Caro Scuffett non fare lo Scurrett perchè io Scummett che non l'hai vista proprio questa Scuppett, perciò fammi le tue Scusett se no io prima ti Sculett e poi ti do un pacchero dietro o' Scuzzett...”
Purtroppo però nella ripresa, dopo una serie di esaltanti prestazioni, ritorna l'ombra di Papereina che tradisce il portiere azzurro proprio sul suo pezzo forte, la giocata di piede. Così la palla arriva a Bruno Fernandes che è libero dalla marcatura di Biondo Fernandez e mette agevolmente in rete. E' il pareggio.
I partenopei poi calano di intensità e condizione e non riescono più a vincere il match.
A Udine per Pasqua il Napoli voleva trovare nell'uovo la sorpresa, ma invece ci ha trovato il tuorlo e l'albume, con il quale speriamo che Benitez potrà fare uno zabaione ricostituente a tutta la truppa azzurra per ritrovare una condizione fisica migliore in vista della finale di Coppa Italia.
Intanto il presidente De Laurentiis vive così una Pasqua anomala e inattesa sia per le inconsuete basse temperature e sia per un Napoli che troppo anticipatamente ha deposto i suoi obiettivi stagionali. Verrebbe da dire che “Questa Pasqua si è presentata proprio come Dio comanda. Presidè con la Juve a -20 fa freddo, fa freddo, fa freddo!!!”
Sembra proprio di assistere alla parodia di “Natale in Casa...tiello”.

Diodato De Martino

domenica 13 aprile 2014

La Lazio paga dazio con una Triplipita d'oro

La settimana che ha portato alla sfida con la Lazio è stata condita dalle diverse tappe della grottesca vicenda che ha visto il presidente De Laurentiis autore di una presunta aggressione nei confronti di un tifoso napoletano che si era permesso di offenderlo in maniera deprecabile dicendogli addirittura: “Presidente noi vogliamo vincere!”
Ma come si può pensare che il pacato De Laurentiis abbia potuto aggredire con violenza un tifoso del Napoli? Il video che ha fatto il giro del web non fornisce immagini chiare e poi il presidente non è proprio il tipo di persona che può fare una cosa del genere. Oddio, si dice che Insigne prima di giocare nel Napoli era alto un metro e novantaquattro e dopo aver sbagliato il 74esimo tiro a giro sul secondo palo De Laurentiis l'abbia fatto diventare un metro e sessanta a furia dei cazzotti in testa che gli ha dato che gli hanno bloccato la crescita.
Certo, si dice pure che Zapata era di nazionalità svedese, era biondo, occhi azzurri e con una candida carnagione bianca. Poi l'anno scorso quando è approdato a Napoli ha commesso l'imperdonabile errore di chiedere a De Laurentiis la proprietà dei diritti di immagine sul suo contratto e il presidente lo ha abbuffato di mazzate e lo ha fatto diventare nero.
Per non parlare poi di quello che si vocifera sul caso Zuniga. Sembra che De Laurentiis gli abbia staccato ad una ad una tutte le dita dei piedi quando si è accorto che sul rinnovo del colombiano c'era uno zero in più rispetto ai 400 mila euro che il presidente voleva al massimo spendere per il suo ingaggio.
Ma queste sono solo voci infondate. Veniamo alla partita che è meglio. Dunque De Laurentiis ha dichiarato alla vigilia che per battere la Lazio bisognava aggredirla. Al che è intervenuto Benitez e ha detto: “Aurè sta settimana già hai fatto troppi guai. Prendi il croccantino a vai a giocare con il gomitolo di lana che ti ho messo nella cuccetta...”
La Lazio di scena al San Paolo non può che rievocare nella mente dei tifosi la sfida della scorsa stagione dove gli azzurri vinsero con una tripletta di Cavani. Da allora molte cose sono cambiate. Se infatti in quella partita in campo c'era Cavani che è il passato, oggi in campo c'era Cavanda che invece è il gerundio.
Ma ciò che manda in visibilio la tifoseria azzurra è di sicuro il presente che si chiama Gonzalo Higuain. Il Pipita infatti mette a segno tre gol, diventando così Triplipita e stendendo la Lazio.
In tema di bomber, purtroppo non è potuto essere della sfida il giovane talento della Lazio Keita. Ufficialmente per una distorsione al ginocchio, ma in realtà pare che l'attaccante sia dovuto ritornare in Senegal per sbrigare una pratica burocratica nel suo comune di nascita. L'accidentale smarrimento di alcuni documenti ha infatti obbligato Keita a recarsi in patria per comunicare all'ufficio anagrafe quali suoi parenti fossero ancora viventi e quali invece fossero trapassati. Il giovane attaccante ha dovuto così distinguere i Keita vivi dai Keita morti.
Al San Paolo era presente anche una nutrita rappresentanza di tifosi laziali che come al solito è stata tacciata di essere una fazione di chiara matrice fascista. Francamente credo sia sbagliato generalizzare su un'intera tifoseria e fare di tutta l'erba un fascio...
Alla fine il risultato del match è stato 4-2 per il Napoli. Un esito che seppur così netto non è stato compreso dal direttore sportivo della Lazio. D'altra parte si sa che un risultato Netto non comprende la Tare.
Nelle interviste del post gara è voluto ritornare anche l'ex allenatore del Napoli Reja sull'episodio dell'aggressione di De Laurentiis al tifoso: “Conosco Aurelio da tanti anni – ha precisato il tecnico – e mi sento di escludere categoricamente che abbia potuto aggredire una persona usando violenza contro chi appartiene alla famiglia Napoli. Ora però scusate ma devo andare perché mi gira un po' la testa. Ho ancora i postumi di una capata in bocca che presi qualche anno fa in questi spogliatoi da un signore con la barbetta che mi insultava in dialetto romanesco”.

Diodato De Martino

domenica 6 aprile 2014

Il Parmigiano è indigesto per il Napoli

La settimana che ha portato alla gara contro il Parma è stata caratterizzata da diverse ed incerte notizie riguardanti il futuro di Pepe Reina. A Castel Volturno c'è stato un fitto faccia a faccia tra Reina e Bigon al fine di comprendere le reali intenzioni del portiere azzurro sul suo futuro. Nel confronto tra il giocatore e il direttore sportivo, Pepe Reina è stato molto vago e poco chiaro nell'esporre le sue preferenze per la prossima stagione. Infatti, pare che Reina abbia detto a Bigon: “Io sto bene a Napoli, ma a fine stagione dovrò tornare al Liverpool. Certo, a chi non farebbe piacere giocare nel Barcellona. Anche se non mi dispiacerebbe un'esperienza al Bayern Monaco. Per non parlare poi del PSG che pure non sarebbe male...” Tant'è che Bigon l'ha guardato spaesato e gli ha risposto smarrito: “Pepe, con le tue parole non ho capito proprio dove vuoi andare a parare...”
Si è giunti così alla delicata sfida contro il Parma. Il grande assente della partita è stato sicuramente Antonio Cassano che non ha potuto partecipare al match in quanto è dovuto tornare a Bari con la moglie per eseguire un'importante operazione bancaria. Si dice che Cassano e consorte si siano recati presso la Banca Popolare di Bari per depositare ben un milione di euro. Arrivati allo sportello, si sono rivolti al cassiere nel loro dialetto barese: “Auee...siemo venuti a depositere un miliene in benche...”. A quel punto, il cassiere, volendo precisazioni sul tipo di deposito, se libero o vincolato, ha chiesto ai due coniugi: “Vinculete?”. E la moglie di Cassano imbarazzata: “Eh, ogni tento...!!!”
Purtroppo con l'assenza del talento di Bari Vecchia la partita ha perso molto del suo spessore tecnico in quanto Cassano è unico e insostituibile. Difatti si può dire con convinzione che Cassano nel suo genere è un giocatore singolare. Tant'è vero che nel Parma si distingue da Cassani che invece è plurale.
Al Tardini per questo posticipo serale c'era anche uno spettatore d'eccezione sulle tribune. Si tratta dell'indimenticato Gianfranco Zola che ha militato sia nel Napoli che nel Parma. Per chi non lo sapesse, Zola dopo la carriera calcistica si è dedicato all'imprenditoria, commercializzando formaggio in Inghilterra. E per ricordare una frase che i tifosi del Chelsea gli gridavano quando giocava a Londra, e cioè “Vai vai Zola”, ha chiamato il suo formaggio “Go go Zola”. Un grande successo.
Per ciò che concerne l'esito della partita, il Parma si è imposto sugli azzurri con il risultato di 1-0. L'autore del gol aveva promesso in settimana ai suoi tifosi che avrebbe segnato contro il Napoli ed in effetti è stato di Parolo.
I partenopei dal canto loro sono stati alquanto sterili nella finalizzazione. Basti pensare che il portiere del Parma è stato Mirante di nome e di fatto in quanto si è mirato la partita senza toccare nemmeno un pallone. In realtà Mirante una palla stava pure per toccarla ma Zapata lo ha anticipato e lui lo ha messo giù in area di rigore.
La squadra di Benitez è stata apatica nella costruzione del gioco. Si sono viste poche trame ragionate e tanti lanci in area di rigore che la difesa del Parma ha facilmente spazzato con l'aiuto di Paletta.
Il Parma nel finale ha protestato per un fallo non concesso dall'arbitro. E' stato Fernandez ad aver toccato Gobbi, ma il difensore si è discolpato dicendo che l'ha fatto solo per buon augurio.
Nei minuti di recupero, quando si attendeva l'assalto del Napoli, è stata la squadra di casa a chiudere la partita in avanti. Infatti al minuto 94, S'imbuca Molinaro, ubriaca di finte gli azzurri e lascia l'amaro in bocca a tutti i napoletani.
Fischio finale. L'obiettivo secondo posto fa ormai Acquah da tutte le parti ed il Napoli perde così Felipe ed il paniere. Al Tardini il parmigiano è parecchio indigesto per gli azzurri ed ora per digerire questa sconfitta mi sa che c'è proprio bisogno di un “S'imbuca Molinaro”.

Diodato De Martino


domenica 30 marzo 2014

Napoli-Juventus: La Vecchia Signora è morta!

La gara con la Juventus è una sfida diversa da tutte le altre. La partita delle partite è molto sentita dal popolo partenopeo e per questo caratterizzata spesso da qualche offesa di troppo nei confronti della tifoseria avversaria. Io credo che bisognerebbe prendere le distanze da questo deprecabile atteggiamento e raccontare le emozioni della sfida al netto di ingiurie ed inutili sfottò.
Fatta questa doverosa premessa, cominciamo col dire che il San Paolo ha ospitato una delle partite più importanti della stagione, ma purtroppo un inatteso guasto alla rete fognaria stava per rovinare una meravigliosa notte di sport. Poche ore prima dell'inizio del match, infatti, un insopportabile maleodore fognario si era diffuso per l'intera zona di Fuorigrotta. Immediato è stato l'intervento della protezione civile per risolvere l'insostenibile disagio. Ma per loro somma sorpresa hanno constatato che l'impianto fognario era perfettamente funzionante. Solo poco dopo hanno appreso l'effettiva causa di quella nauseante puzza di fogna, aveva fatto il suo ingresso allo stadio il pullman della Juventus Football Club.
Non c'è niente da fare, la Juventus è la squadra più odiata, soprattutto dopo le vicende di Calciopoli che hanno confermato l'irregolarità di alcune delle sue vittorie. Ora però tutto è cambiato. La nuova Juventus, infatti, per uscire pulita da Calciopoli ha preso Vidal, ma non è che sia riuscita perfettamente a lavarsi di tutte le illegalità commesse.
Oltre ad una carriera calcistica che ha spesso imboccato scorciatoie di bassa liceità, la Vecchia Signora si è fatta da sempre portatrice anche dell'inimitabile stile Juventus che rende tutti i suoi appartenenti presuntuosi e deficienti. Non a caso i suoi giocatori più rappresentativi sono Buffon e Pirlo.
Ma veniamo alla partita. Il Napoli scende in campo con la consueta casacca azzurra come il cielo e come il mare. La Juventus scende in campo con la consueta casacca a strisce bianconera come la divisa dei carcerati di Alcatraz nell'ora d'aria.
Ma la Juve in scena al San Paolo è una Juve diversa, che si è redenta e ora segue la strada della legalità. Difatti, doping aver preso due gol, Marchisio nel finale ruba il pallone a centrocampo e prova ad affrodare sulla fascia. Riceve la palla al piede Vidal che con una finta raggira un avversario e si truffa in area tentando di estorcere all'arbitro un calcio di rigore. Mi sa che purtroppo non cambieranno mai...
A Napoli si consuma così il grave lutto per la morte della Vecchia Signora con i bianconeri che a vederli perdere con tanta inferiorità sembravano l'Ascoli.
Un ultimo pensiero va ai tifosi della Juventus e ai loro cori discriminatori verso il Napoli e i napoletani. Recita il rapper Rocco Hunt nella sua “Nu juorno buono”: Se tifi un'altra squadra sei lo stesso mio fratello.
Però se tifi Juve per me sei solo un pazzo, ed io mi sento proprio o' frat ro'...juventinazzo!

Diodato De Martino

domenica 23 marzo 2014

La Fiorentina “viola” il San Paolo

Nel periodo di Quaresma per il Napoli è stata una sofferente settimana di passione che ha visto gli azzurri percorrere la via Crucis che li ha portati ad uscire dall'Europa e a vedere allontanarsi quasi definitivamente il secondo posto in classifica. Per carità, non stiamo a crocifiggere nessuno, ma la situazione va ben analizzata per cercare di trovare il modo di risorgere.
Napoli e Fiorentina si affrontano dopo le recenti delusioni di coppa con umori e convinzioni differenti.
La Fiorentina si presenta al San Paolo ostentando soddisfazione per la stagione che sta conducendo. I viola infatti sono partiti in sordina senza grandi proclami e stanno chiudendo la loro annata raggiungendo obiettivi che vanno al di sopra delle aspettative iniziali. Proprio per questo motivo, la Fiorentina che anno dopo anno vede fiorire sempre nuovi ed inattesi traguardi viene rappresentata nel panorama floreale dal giglio.
Il Napoli invece ad Agosto ha palesato l'obiettivo di vincere lo scudetto, a novembre di superare il girone di Champion's League, a gennaio di centrare il secondo posto e a marzo di vincere l'Europa League. Proprio per questo motivo, il Napoli dopo aver visto morire ogni speranza di raggiungere gli obiettivi dichiarati viene rappresentato nel panorama floreale dal crisantemo.
L'arbitro della partita è Tagliavento. Anche se viste le condizioni atmosferiche forse sarebbe stato meglio se ci fosse stato un Paravento.
Difatti sul San Paolo si abbatte un vero e proprio nubifragio e quando l'arbitro espelle Ghoulam si capisce davvero che piove sul bagnato.
D'altronde credo che il motivo principale della sconfitta sia riconducibile proprio al fatto che gli azzurri abbiano giocato con un uomo in meno. Attenzione, non mi riferisco all'espulsione dell'algerino, ma ad Inler che ormai con la sua consueta imprecisione svizzera è il solito uomo in meno del Napoli.
Partita difficile da gestire anche per il tecnico spagnolo. Difatti, dopo i primi svarioni difensivi di Reveillere, Benitez si è alzato dalla panchina e ha mandato a scaldare Behrami. Dopo l'espulsione di Ghoulam, Benitez si è alzato dalla panchina e ha mandato a scaldare Pandev. Dopo il gol della Fiorentina, Benitez si è alzato dalla panchina e ha mandato a fanculo tutti quanti.
Sugli spalti del San Paolo era presente anche la sorella del calciatore della Fiorentina Borja Valero, coinvolta in settimana in uno scandalo a luci rosse. Su un settimanale di gossip, infatti, la sorella del calciatore è stata dipinta come una insaziabile ninfomane divoratrice di uomini. Ha preso subito le sue difese Borja Valero che ha dichiarato: “Le accuse fatte a mia sorella Porca Valeria sono assolutamente immotivate...”
Infine una piccola curiosità sui giovanissimi della “scugnizzeria” azzurra che crescono all'ombra dei grandi campioni. A bordo campo, infatti, durante la partita, un giovanissimo raccattapalle dal nome Emunne Isacco ammirava affascinato i suoi beniamini in campo, sognando in un futuro più o meno lontano le stesse sorti e la stessa carriera calcistica. Il piccolo Isacco in preda ai suoi sogni di gloria si è rivolto ad un compagno accanto a sé, confidandogli le sue aspirazioni: “Stasera ho capito una cosa, nel calcio per far carriera devi avere il cognome che finisce con la zeta. Guarda in campo c'è Fernandez, Benitez, Rodriguez, Gomez. Anch'io per diventare un grande giocatore aggiungerò la zeta al mio cognome...”
“Ma tu hai capito che ti chiami Isacco Emunne? Con tutto l'affetto, non credo proprio che con la zeta alla fine potrai avere una carriera così brillante...” ha risposto l'amico raccattapalle smorzando in un sol colpo tutte le ambizioni del piccolo Isacchetto.
Proprio come le ambizioni di questo Napoli primaverile che rischia di vedere gettate nell'Isacco Emunnez tutte le sue più sontuose aspirazioni di inizio anno.

Diodato De Martino