domenica 26 ottobre 2014

Al San Paolo ritorna il VeroNa...poli

Gli azzurri hanno fatto il loro ritorno a Fuorigrotta per la gara casalinga contro il Verona in un clima teso, con i tifosi stanchi e delusi a causa delle continue battute d'arresto subite.
Anche in Europa Leauge, infatti, si è perso ancora una volta a causa dell'atavico problema della squadra di Benitez: i troppi gol subiti. L'unica differenza è stata che se fino ad ora la difesa del Napoli aveva fatto acqua da tutte le parti, a Berna invece ha fatto latte da tutte le parti.
La questione dei gol incassati è ormai ancestrale in casa Napoli, diventando così oggetto di discussione nei salotti televisivi. La folta schiera di opinionisti ha identificato la medesima causa al problema difensivo, e cioè un atteggiamento tattico della squadra troppo sbilanciato e con poco equilibrio. In altre parole tutti hanno convenuto che il Napoli ha preso tanti gol per un problema di baricentro. A questo punto mi sono chiesto: Ma che problemi tengono nel cuore del capoluogo pugliese che stanno facendo prendere tutti questi gol al Napoli? Mi appello anche a qualche cittadino barese che magari ci può aiutare: Per favore fateci sapere qual è sto' problema che avete che non ne possiamo più!
Intanto De Laurentiis, stufo di questo cammino balbettante dei suoi, in settimana è piombato a Castelvolturno e ha minacciato il tecnico, dandogli un perentorio ultimatum: “Rafa, se non vinci col Verona niente mozzarella di bufala per un mese!” D'altronde questo era l'unico modo che aveva per dare una scossa a Benitez. Anche perchè di licenziarlo e pagargli lo stipendio fino alla fine dell'anno non se ne parlava proprio.
L'opportunità di riscatto per gli azzurri si è chiamata così Hellas Verona che è giunta al San Paolo circondata dalla consueta avversa ospitalità. A riguardo, l'allenatore degli scaligeri si è fortemente lamentato per la poco cordiale accoglienza ricevuta. Ma cosa si aspettava? Che i napoletani dopo gli innumerevoli cori beceri ricevuti dai veronesi l'avessero accolto con chitarra e Mandorlini?
Il Verona è sceso in campo con un atteggiamento tattico spregiudicato con il piglio di chi vuole giocarsi la partita a viso aperto. Tatticamente, infatti, Napoli e Verona si sono posizionati in campo con un modulo a specchio. Gli schieramenti erano talmente a specchio che da un lato in porta c'era Rafael e dall'altro lato c'era sempre Rafael. In realtà questa è stata anche un'esplicita richiesta del Napoli che ha espresso con onestà al Verona: “Se ce la dobbiamo giocare alla pari allora se noi in porta dobbiamo avere Rafael vuol dire che pure voi lo dovete avere. Se noi a centrocampo dobbiamo tenere Lopez, pure voi dovete avere Lopez. E soprattutto se in retroguardia noi abbiamo Koulibaly e voi non avete un difensore nero, almeno un Moras lo dovete schierare...”
La gara è cominciata con il Napoli un po' preoccupato per l'impatto che le prime basse temperature potessero avere sulla tenuta atletica. E difatti, dopo appena 27 secondi di gioco il Verona ha colpito a freddo portandosi in vantaggio.
Dagli spalti sono così cominciati a piovere improperi vari che hanno esortato i giocatori azzurri a cambiare sport.
L'invito è stato subito accettato dagli uomini di Benitez che hanno smesso di giocare a calcio e si sono dati al tennis. Risultato finale 6-2 per il Napoli.
Dopo lo svantaggio, infatti, i partenopei hanno alzato la cresta prima con Hamsik che ha siglato una doppietta, poi con Callejon ed infine con una tripletta di Higuain che finalmente è ritornato a segnare in campionato.
Lo stesso Pipita dopo un lungo periodo di stitichezza realizzativa ha dichiarato con soddisfazione: “Mi sono finalmente liberato. E' stata dura ma ce l'ho fatta!”
Insomma, questa tripletta per il bomber argentino è stata più efficace del Guttalax.
Sconforto invece da parte di Mandorlini che ha affermato: "Sono dispiaciuto per il 6-2, ma spero che ci rifaremo nel secondo set"
Al San Paolo è così ritornato il VeroNa...poli con un sontuoso 6-2. Per gli azzurri game, set e match.

Diodato De Martino


domenica 19 ottobre 2014

Dai pianti di Mazzarri ai rimpianti di Benitez

Inter e Napoli sono scesi in campo a San Siro gettandosi alle spalle una vigilia lunga e quanto mai chiacchierata.
A Napoli è scoppiata la bomba dell'Emiro che vuole comprare la società di De Lurentiis. Il fantomatico sceicco del Qatar pare che abbia dichiarato che in Napoli ha visto il luogo ideale per investire i suoi capitali. Bé, se è vero che in Napoli ha visto tutto questo, allora mi sa che più che Qatar qua si tratta di Qataratta, e pure forte. Perdonatemi la franchezza sulla vicenda, ma una bufala di tali dimensioni non si è mai vista nemmeno nelle stalle di Battipaglia nel periodo florido delle vacche grasse.
L'Inter, invece, ha preparato la delicata sfida contro gli azzurri ad Appiano Gentile con un Mazzarri che dopo aver subito tre sconfitte consecutive è apparso ancor più burbero e sgarbato. Evidentemente da quando Mazzarri è alla guida dell'Inter, Appiano Gentile è rimasta l'unica cosa gentile che appartiene ai neroazzurri.
L'insoddisfazione della piazza interista nei confronti del suo allenatore, infatti, è ormai altissima e proprio per questo Mazzarri è stato messo fortemente in discussione dall'opinione pubblica per alcuni evidenti problemi che riguardano la sua figura di allenatore. Tra le tante questioni sollevate c'è stato innanzitutto il fatto che Mazzarri non conosce l'inglese e quindi non riesce a farsi capire dai giocatori stranieri. In realtà, si è detto anche che a scuola si è fermato alla quinta elementare e perciò non riesce a farsi capire nemmeno dai giocatori italiani. Infine è emerso pure che è stato bocciato per ben sette volte all'esame della patente e per questo non riesce a guidare bene la squadra. Insomma alla vigilia di una partita tanto importante, tutti hanno evidenziato che Mazzarri ha avuto problemi di formazione.
Nonostante gli uomini contati, però, il tecnico toscano ha fatto le sue scelte schierando sulla fascia sinistra Dodò preferendolo a Dudù e Dadadà della celebre canzone Trottolino amoroso.
Per il Napoli, invece, Inler viene schierato come mediano di rottura assolvendo pienamente i suoi compiti. Lo svizzero infatti dopo l'ennesima pessima prestazione ha davvero rotto.
Prestazione scadente anche per l'arbitro Orsato che nonostante ce ne fossero ben 22 in campo non ha visto neppure un fallo.
Gli azzurri sono andati due volte in vantaggio e per due volte sono stati raggiunti repentinamente dai neroazzurri a causa di una mediocre difesa.
Il risultato conclusivo è stato 2-2 che ha lasciato un enorme rimpianto per una vittoria mancata.
Ancora una volta il Napoli ha patito il solito problema delle palle inattive che non va erroneamente inteso come con un'annosa astensione sessuale, ma è riconducibile ai reiterati errori dei suoi difensori. Al fischio finale, infatti, dopo i ripetuti svarioni in retroguardia, un contrariato Koulibaly ha abbandonato il campo scuro in volto.
Nel post gara, tra le tante dichiarazioni rilasciate alla stampa è da rilevare in particolare quella del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha ammesso di seguire attentamente le partite del Napoli per testare la possibilità di realizzare un nuovo progetto sull'energia alternativa. Difatti pare che dopo questo disastroso inizio di campionato con l'energia eolica prodotta dal giramento di palle dei tifosi del Napoli sarà possibile illuminare l'intero Paese fino al 2030.


Diodato De Martino

domenica 5 ottobre 2014

Il Napoli supera un Toro da ri...monta

Dopo la prestigiosa vittoria in Europa League, quello che si è presentato al San Paolo è stato un Torino in abito buono con giacca, cravatta e Gillet.
L'allenatore dei granata ha scelto come suo capitano il difensore Glik che ha ricevuto la fascia, diventando così il capitano di Ventura.
Nel Torino è partito a tutta birra Moretti che ha messo in difficoltà il Napoli sin dai primi minuti di gioco. Gli azzurri infatti sono andati subito sotto con un gol dell'ex Quagliarella che è stato sommerso di fischi ed insulti da tutto il San Paolo.
Nella circostanza, si è intuito che Napoli non ha dimenticato affatto il tradimento subito da un calciatore napoletano che a un certo punto della sua avventura in azzurro, improvvisante se l'è squagliata. Tanto che i tifosi lo hanno rinominato Fabio Squagliarella.
Le frasi più offensive che sono piovute dagli spalti nei confronti dell'ex azzurro sono state: “Pezzo di Quagliarella”, “Figlio di Quagliarella”, “Testa di Quagliarella”. Insomma, i tifosi partenopei hanno connotato così spregevolmente il calciatore che ormai a Napoli Quagliarella non è più l'insultato ma l'insulto.
Gli uomini di Benitez hanno provato a trovare immediatamente il gol del pareggio ma i legni della porta di Gillet hanno fermato il Napoli al palo.
La ripresa è stata però tutt'altra musica con gli azzurri che sono scesi in campo trasformati per l'ardore e l'intensità profusa.
Il Torino è così andato in forte sofferenza per il ritmo alto imposto dai padroni di casa. A centrocampo, Vives dopo una serie di palloni persi ha fatto sbottare Ventura dalla panchina che, rievocando un retaggio della sua esperienza a Napoli, si è rivolto al giocatore dicendo: “E' chi t'è Vives!”
Il tecnico granata ha provato con qualche cambio a frenare l'impeto dei partenopei, inserendo a metà campo Gazzi. Ma il Napoli ha letteralmente sovrastato il Torino in ogni zona del campo, tanto che anche il nuovo entrato ha esclamato sorpreso: “Sti Gazzi!”
Dopo aver fallito una miriade di gol da questo inizio di stagione ad oggi, a trovare la rete del pareggio è stato Lorenzo Insigne che finalmente è riuscito a segnare scoppiando in un pianto liberatorio.
A fine gara, Insigne ha telefonato commosso alla moglie che non ha potuto seguire la partita, per ragguagliarla sul gol realizzato.
Ciao amore, - ha esordito Lorenzo – pensa che oggi ho segnato un gol e per l'emozione ho visto un unicorno sugli spalti...”
E la moglie: “Ma dai Lorenzo questa è una cosa impossibile, hai fatto gol?”
E si, Lorenzo non solo ha segnato ma ha anche pennellato un assist perfetto per la rete del definitivo 2-1 di Callejon che ha preso il Toro per le corna. Nell'occasione si evidenzi che le corna sono state gentilmente offerte da Fabio Quagliarella.
Il Napoli ha vinto così contro un Toro da ri...monta.
Nelle interviste del post-gara è stata fedele la disamina del difensore torinese Glik che ha evidenziato che per come si era messa la partita, il Napoli contro i granata ha conquistato 3 punti T'oro. Diciamo onestamente che il giocatore del Torino ha inquadrato bene la partita e con un Glik l'ha fotografata perfettamente.
Benitez a fine gara ha fatto i complimenti al Torino e, colpito dalla sua prestazione in campo, ha chiesto notizie sul calciatore granata Peres. In ottica mercato, infatti, pare che abbia domandato al ds del Torino Petrachi il costo del cartellino del giocatore.
Petrachi ha subito fissato il suo prezzo: “Per Peres ci vogliono 4 milioni di euro”
Caspiterinhas! - ha replicato Benitez – Ma allora a quanto le vedi le Percoches? E' vero che la frutta è aumentata ma mi sembra un po' esagerato...”


Diodato De Martino

domenica 28 settembre 2014

Il Napoli vince e si toglie qualche “Sassuolino” dalla scarpa

Mentre gli azzurri sono scesi in campo al Mapei Stadium di Reggio Emilia per il lunch match della quinta giornata di campionato contro il Sassuolo, a Napoli si è dilagato il panico totale a causa dell'allerta sismica diffusa da radio, tv e giornali. Le principali testate giornalistiche hanno infatti titolato: “Napoli, è arrivato il momento della scossa!”
In effetti, dopo un avvio di stagione avaro di vittorie serviva un sussulto che scuotesse la squadra, tanto che il presidente De Laurentiis in settimana aveva paventato anche l'idea del cambio della guida tecnica. Il problema però è stato che dopo i rifiuti di Mancini, Spalletti, Guidolin, Bruno Pesaola, Azeglio Vicini, Oronzo Canà e la buonanima di Vujadin Boškov era rimasto arruolabile solo il tecnico Mario Somma. De Laurentiis e Bigon ci hanno pensato attentamente ma alla fine sono giunti all'algebrica conclusione che come allenatore Somma non fa la differenza...
Benitez è così rimasto sulla panchina partenopea e ha chiesto all'ambiente tanta serenità per poter ritornare a vincere. In tal senso, De Laurentiis si è subito attivato per accontentare il tecnico. Difatti, per riportare a Napoli un clima sereno pare che stia per ingaggiare il colonnello Giugliacci.
Obiettivamente c'è da dire che al di là della serenità ambientale occorrerebbe risolvere alcune ataviche lacune tecniche che il Napoli beniteziano ha palesato soprattutto in difesa. Il tecnico spagnolo ha promesso un duro e mirato lavoro ed in settimana ha intavolato un fitto colloquio col suo secondo per riflettere su come risolvere il problema. Benitez si è così rivolto a Pecchia dicendo: “Fabio, il nostro è un problema di stimoli e per risolverlo ieri ho rivisto tutte le partite del Napoli di questo inizio di stagione”
E Pecchia: “Mister, io invece mi sono trovato bene con l'Activia. Ha gli stessi effetti, gliela consiglio...”
Dopo i tanti errori individuali di alcuni giocatori del Napoli, l'allenatore ha comunque voluto rinnovare la fiducia nei confronti dei suoi uomini. Ad esempio nonostante i ripetuti errori difensivi di Maggio, Benitez è stato oltremodo paziente e ha deciso di passarci sopra... con un trattore agricolo da 200 cavalli a trazione motrice! Il difensore non è stato infatti della partita ed è ora ricoverato in prognosi riservata al Cardarelli per lesioni multiple, fratture scomposte e ferite da arma contundente.
E così, in un clima di grande armonia, il Napoli è sceso in campo al Mapei Stadium con l'obiettivo di vincere e alla fine ci è riuscito con un gol di Callejon che ha raso a Sassuolo gli avversari.
Il resto della gara è stata davvero poca roba. L'unico brivido corso dai partenopei è stato a cinque minuti dalla fine quando un tiro del Sassuolo ha colpito la traversa e per un Peluso non è andato in rete.
A fine gara uno spocchioso Benitez si è presentato in sala stampa e ha commentato così il tanto agognato ritorno al successo: “Non capisco l'enorme pessimismo che si è creato intorno alla squadra e le ingiustificate critiche sul ridimensionamento dei nostri obiettivi stagionali. Abbiamo vinto lo scontro diretto col Sassuolo, dovremmo essere tutti contenti...”
Insomma, dopo il ritorno alla vittoria degli azzurri a Reggio Emilia, Benitez si è potuto finalmente togliere qualche “sassuolino” dalla scarpa.


Diodato De Martino

domenica 21 settembre 2014

Benitez, da una moltitUDINE di proclami alla solitUDINE di un fallimento

Quella che ci ha portato alla trasferta di Udine è stata la settimana del miracolo di San Gennaro. Il Santo patrono infatti non solo ha fatto sciogliere il sangue ma ha anche addirittura fatto vincere il Napoli in Europa League. Purtroppo però non è riuscito nel terzo miracolo di far centrare la vittoria anche contro l'Udinese.
Un affranto San Gennaro si è comunque giustificato dal Paradiso, commentando l'episodio: “Voglio capire che ci devo mettere la mia mano, ma non è che posso fare proprio tutto io!”
Effettivamente c'è da dire che l'avvio di questa stagione è conciso col momento più impervio dell'era Benitez. Il tecnico spagnolo per uscire dalla crisi ha fatto così appello ad un'unione di intenti da parte di tutti coloro che sono vicini al Napoli. In conferenza aveva raccomandato tutti dicendo: “Per il bene del Napoli state uniti! State uniti! State uniti!”
Il primo ad accogliere l'invito dell'allenatore è stato il presidente De Laurentiis che immediatamente se ne è andato negli...Stati Uniti!
Eppure Benitez aveva tratto segnali di ripresa dalla gara di Europa League contro lo Sparta Praga che aveva visto il Napoli ritornare alla vittoria. Il campionato è però tutt'altra cosa e l'Udinese è tutt'altro avversario rispetto a quello di coppa. Difatti il tecnico spagnolo all'ingresso in campo ha detto alla squadra: “Ragazzi badate bene, stasera non giocheremo con i ciechi, questi dell'Udinese ci vedono e come...”
Stramaccioni dal canto suo ha preparato con dovizia di particolari il match contro il Napoli, scegliendo un modulo che favorisse pienamente le giocate del suo eterno bomber. Difatti ha schierato il 4-3-2-1, il tipico schema ad albero Di Natale.
L'Udinese si è fatta apprezzare anche per l'ottima difesa. In particolare è stata perfetta la prova del difensore bianconero che si è attaccato ad Higuain e per tutta la gara lo ha sfinito, succhiandogli fino all'ultima goccia di sangue. Ovviamente sto parlando di Ivan Piris...
Per quanto riguarda il Napoli, Benitez a sorpresa ha mandato in campo una squadra vittima di un ampio e scriteriato turn over con parecchi giocatori messi fuori ruolo. Il tecnico spagnolo preda evidentemente ad uno stato confusionale ha deciso che Zuniga invece che terzino doveva giocare attaccante, Higuain invece che centravanti doveva fare l'esterno e Britos anziché difensore centrale doveva essere schierato terzino. All'annuncio delle formazioni ufficiali anche Pecchia, sorpreso ed incredulo, si è rivolto a Benitez dicendo: “Mister, ma siamo sicuri che siano questi i ruoli giusti?”
Ma certamente!” ha replicato sicuro il tecnico.
Poi però ha continuato: “Scusa Fabio, ma che ci fai qui accanto a me in panchina? Mettiti subito i guantoni e vai a fare il riscaldamento con il preparatore dei portieri! E mi raccomando di non prendere gol oggi...”
Purtroppo le scelte discutibili del mister hanno prodotto una prestazione mediocre con un Napoli che non solo non ha segnato ma che ha subito l'ennesimo gol a causa di una difesa sempre più vulnerabile. La gara si è così conclusa col risultato di 1-0 per l'Udinese.
Ormai si dice che l'allenatore spagnolo soffra di insonnia e la notte per addormentarsi non conti più le pecore ma i gol subiti dal Napoli visto che ne sono molti di più.
A fine gara Benitez, dopo aver proposto un gioco pessimo, si è presentato in tv mostrando serafico il suo viso benevolo. Insomma come al solito ha fatto buon viso a cattivo gioco...
In un clima di razzismo e di discriminazione territoriale è da registrare infine il coro becero partito dalla curva udinese contro i napoletani. Contrariato il presidente Pozzo ha condannato il gesto, scusandosi per l'accaduto e dichiarando che i tifosi del Napoli a Udine dovranno sempre sentirsi come a casa. Tant'è vero che per rimediare alla brutta figura e corroborare il legame con Napoli pare che Pozzo voglia ora far cambiare il nome dello stadio in “Friuli culì Friuli culà”


Diodato De Martino

domenica 14 settembre 2014

Napoli, col Chievo bom...Bardi ma poi perdi

Nella settimana che ha preceduto la prima gara di campionato al San Paolo si è fatto vivo a Castel Volturno De Laurentiis per vedere da vicino gli allenamenti e carpire in anteprima le scelte sulla squadra titolare.
Appena iniziata la partitella in famiglia, De Laurentiis, osservando i suoi sul campo, ha cominciato a commentare: “Dunque, vediamo... Albiol è partito titolare. Mertens è partito dalla panchina. E Benitez…è partito per Liverpool…”
Il tecnico spagnolo infatti ha ben pensato di concedersi una bella vacanza dopo una stancante vacanza estiva. I giornali hanno parlato di rottura col presidente ma in realtà non tutti sanno che è stato addirittura De Laurentiis ad aver regalato al tecnico il biglietto aereo per il breve soggiorno a casa. A riguardo vi svelo un retroscena.
De Laurentiis già un mese fa aveva fatto una promessa a Benitez: “Rafa, ti compro io il biglietto aereo in prima classe”.
Due settimane dopo, però, Benitez non aveva ancora ricevuto il biglietto e De Laurentiis gli disse: “Non ti preoccupare Rafa, ti compro subito un biglietto di seconda classe
La settimana scorsa De Laurentiis, pungolato per l'ennesima volta dal tecnico ancora in attesa del ticket, ha provato a giustificarsi dicendo: “Preferisco prenderlo alla fine perché si spende di meno. Ma stai tranquillo, ti compro immediatamente un biglietto in classe Economy
Insomma, solo il giorno della partenza, De Laurentiis ha preso a Benitez un biglietto aereo low cost usato d'occasione facendolo viaggiare nella stiva insieme ai bagagli e alle cucce dei cani.
Al che lo spagnolo, contrariato dal comportamento del presidente, ha sbottato: “Ma allora lo tieni proprio per vizio! Prima mi prometti chissà quali acquisti e poi alla fine cacci 'e perucchie!”
Alla fine di questa turbolenta settimana, al San Paolo si è presentato il Chievo Verona il cui tecnico è un ex giocatore del Napoli. A riguardo una parte dello stadio ha dedicato al tecnico clivense dei piccoli cori, dei Corini.
Il Napoli dal canto suo ha esordito con la nuova e discussa maglia jeansata che ha lasciato momentaneamente (si spera) nell’armadietto l’adorata casacca azzurra.
Un piccolo inconveniente è avvenuto però all’ingresso delle squadre dove il direttore di gara ha negato ad Insigne di entrare in campo perché l’attaccante anziché delle consuete scarpette si è presentato con un paio di Hogan nuove di zecca. Al rimbrotto dell’arbitro sulla inadeguata calzatura da gioco, Lorenzo ha replicato: “Stai facendo tante storie per niente. Lo sanno tutti che sotto il jeans le Hogan ci vanno a meraviglia!”
In effetti, la nuova maglia è decisamente particolare quanto inedita, tant'è che anche i giocatori del Chievo sono rimasti stupiti di vedere indossata ai loro avversari una casacca del genere. Particolare sconcerto ha espresso il giocatore veronese Hetemaj che ha chiesto perplesso ai compagni: “Hetemaj visto na’ maglietta così? Io mai…”
Napoli e Chievo oltre che sul campo, si sono affrontati anche sul calciomercato dove il presidente Campedelli ha affermato che il mercato del Chievo nell'ultima sessione estiva è stato più grande di quello del Napoli. D’altronde come dargli torto se noi abbiamo preso Lopez e loro hanno preso Maxi Lopez, puntando effettivamente sul grande formato...
Per ciò che concerne la gara, il ritmo di gioco è stato altissimo, tant’è vero che a un certo punto del secondo tempo il centrocampista del Chievo Cofie si è avvicinato alla sua panchina e ha chiesto, esausto, una pausa al suo allenatore. Si è trattato del classico Cofie break.
Il Napoli ha attaccato forte ma Bardi ha parato tutto. E poi come spesso accade, il gol che ha subito è stato a causa di un Albiol che in difesa si è addormentato. Ormai il difensore spagnolo è stato ribattezzato Raul Albiocco.
Gli azzurri ci hanno provato fino alla fine a segnare ma gli avversari si sono chiusi ermeticamente. Nel finale per il Chievo c'è stato Gamberini, mentre per il Napoli non c'è stato Scampo.
La gara è terminata con il risultato di 0-1. Dagli spogliatoi ha commentato con gioia la sua prova al San Paolo, un Gaio Cesar che ha pronunciato la frase: “Venni, vidi, vinsi!”

Diodato De Martino

mercoledì 10 settembre 2014

Il mercato delle pulci

Sessione estiva di calciomercato 2014 terminata. Per tifosi e addetti ai lavori è tempo di bilanci. Proviamo allora ad analizzare le scelte di mercato della società partenopea.
Il primo arrivo dello scoppiettante mercato azzurro è stato il difensore Koulibaly. Insomma dopo averlo preso in Ghoulam, lo abbiamo preso anche in Koulibaly. E non vi nascondo che un po' brucia visto che per i tifosi del Napoli più che acquisti in prospettiva, sembrano sempre più acquisti in retrospettiva.
Messa a posto la difesa, serviva poi un attaccante che in area desse la zampata vincente. A quel punto la mente di Bigon ha partorito la geniale idea: “Se serva la zampata, Michu sarebbe perfetto...”
L'attaccante è stato preso così in prestito oneroso. Poi a fine anno se Michu avrà convinto sarà riscattato, altrimenti l'attaccante e il Napoli si lasceranno tranquillamente rimanendo aMichu come prima.
La grande novità riguarda però lo stipendio del giocatore, infatti la somma che dovrà percepire sarà legata al numero di presenze. Il contratto parla di un ingaggio meritevole che parte da uno stipendio base di 2 milioni. Poi se Michu riuscirà a raggiungere almeno 20 presenze avrà un bonus di 500 mila euro da spendere in croccantini Friskies.
E passiamo ora al reparto che andava maggiormente rafforzato, il centrocampo dal quale ci si attendeva l'arrivo del vero top player.
L'attesa per il grande campione purtroppo è stata vana. Il Napoli, infatti, dopo essere uscito dalla Champion's League ha preso Lopez. In realtà sembra che Bigon fosse anche in trattativa con Marchesini e Solenghi per comporre il trio. Probabilmente l'intento era quello di completare ulteriormente una squadra che col Bilbao aveva fatto veramente ridere...
Sempre per ciò che concerne la linea mediana occorre sottolineare che dopo averlo prestato all'Inter, regalato al Parma e provato a sistemarlo al Canicattì, è rimasto a Napoli nientedimeno che Walter Uragano Gargano. Effettivamente la scelta ha destato qualche perplessità verso un giocatore che da più di due anni era stato escluso dai piani tecnici della squadra. La risposta a tale interrogativo è riconducibile allo scorso Luglio quando Benitez ha chiesto continuamente a De Laurentiis un centrocampista. Dopo quasi due mesi di stasi durante i quali l'auspicato mediano non arrivava, Benitez è ritornato alla carica col presidente per chiedere un innesto nel reparto nevralgico. E De Laurentiis, messo alle strette, gli ha risposto: “Mister non vada di fretta, a Napoli dobbiamo portare Pazienza...”
Come no! - ha replicato sarcastico lo spagnolo – Ma a questo punto, più che Pazienza portiamo a Napoli Gargano...”
De Laurentiis e Bigon purtroppo non hanno capito la battuta del tecnico e lo hanno preso sulla parola. E così rieccoci Gargano nuovamente in squadra.
In conclusione occorre dire che l'insoddisfazione che monta tra il popolo azzurro è figlia dei grandi proclami fatti all'apertura del mercato con gli annunci delle trattative di grandi top player per poi doversi ritrovare con ingaggi di giocatori di profilo notevolmente più basso. La spiegazione è che evidentemente i nomi altisonanti che si fanno all'inizio Mascherano in sostanza l'effettiva volontà del club di acquistare i grandi giocatori.



Diodato De Martino