domenica 16 novembre 2014

Donne e buoi dei calciatori tuoi

Le donne: queste soavi figure che il Creatore ci ha donato. Donne tanto diverse tra loro per fisico, intelletto ed attitudini. Ci sono donne intelligenti che fanno soldi pensando di mettere insieme mandarini e aranci e fare così i mandaranci.
Poi ci sono donne altrettanto intelligenti che decidono invece di mettere insieme pompelmi e pini e fanno ancor più soldi che con i mandaranci.
Ma le donne che voglio raccontarvi in questo pezzo sono quelle dei calciatori. Donne che per un tempo più o meno breve diventano amanti, fidanzate e mogli degli atleti più famosi al mondo, che spesso sono abili a rubare i loro cuori e avvolte anche qualche euro dal conto corrente.
Ma andiamo ora a rivelare alcune vicende d'amore dei big della nostra Serie A.
Una storia finita male è capitata a Leonardo Bonucci che è stato lasciato dalla fidanzata di origini cinesi. Il difensore della Juve si è a lungo sfogato col compagno di squadra Chiellini sui motivi che hanno portato la bella orientale alla scelta della rottura.
“Giorgio, ne sono convinto, - ha ammesso Bonucci – la cinese mi ha lasciato perchè sono troppo intelligente!”
“Ma come fai ad essere sicuro di questa cosa?” ha domandato Chiellini.
“Me lo ha detto lei. L'ultima volta che siamo stati insieme continuava a ripetermi: 'tloppo colto, tloppo colto, tloppo colto.' E poi mi ha lasciato!”
In effetti si vocifera nell'ambiente juventino che lo stantuffo della retroguardia bianconera consideri il 32 non solo come il numero degli scudetti rivendicati sul campo ma anche la chimera di un sogno in centimetri che cozza con una realtà assai più ridotta. Tanto è vero che Bonucci pare che abbia fatto anche domanda alla Rai per partecipare ad “Affari tuoi” così da poter chiedere al notaio di cambiare il pacco...
C'è da ammettere, inoltre, che una particolare categoria di donne che nel mondo del calcio spesso ruota attorno ai calciatori è quella di bassa fama ecclesiastica. In altre parole si può dire che in parecchi casi le compagne dei giocaTori siano a tutti gli effetti delle giocaVacche.
Come ad esempio la prorompente Wanda Nara, compagna del centravanti dell'Inter Icardi, etichettata come una vera e propria divoratrice di uomini. A riguardo, occorre svelare un retroscena sul loro primo incontro. In un pomeriggio di novembre a Milano, Icardi era appena uscito tutto sudato dalla ferramenta “La sveltina – Chiavi in 5 minuti” e mentre camminava per strada, vide Wanda accasciata a terra, priva di sensi, che veniva soccorsa dall'allora marito Maxi Lopez che le stava praticando un massaggio cardiaco per farla riprendere. Al che Icardi, in apprensione per l'accaduto, si avvicinò a Lopez e gli chiese: “Batte?”
“Si, ma aspetta almeno che si riprenda...” replicò stizzito Maxi Lopez.
Sta di fatto che in molti casi, i calciatori di fronte a queste donne così avvenenti patiscano l'ansia da prestazione e vengano puntualmente sorpresi in contropiede, abbassando il ritmo del gioco e non portando a casa il risultato.
E' quello che ad esempio è accaduto all'attaccate del Milan Stephan El Shaarawy che in un momento di intimità con la sua compagna ha provato più volte a penetrare nell'area di rigore e dopo aver fatto cilecca sotto porta sia nel primo che nel secondo tempo, finalmente agli sgoccioli dei tempi supplementari è riuscito a rialzare la cresta e mettere la palla in rete. Si racconta che dopo il faticato quanto ormai insperato successo tra le mura amiche, la fidanzata di El Shaarawy anziché accendersi una sigaretta abbia accesso un cero di ringraziamento alla Madunina de Milan.
Nel mondo del calcio, però, oltre ai brevi ed effimeri rapporti ci sono anche coppie storiche che da anni vivono insieme e che fisiologicamente subiscono i naturali alti e bassi tipici di un legame consolidato. E' il caso ad esempio di Francesco di Totti e Ilary Blasi. Ultimamente pare che la coppia sia un po' in crisi per il fatto che Ilary imputi al Pupone de Roma di non saperle dimostrare i suoi sentimenti. Sabato scorso, mentre i due erano in cucina a preparare la cena, Totti si è rivolto alla moglie dicendole con sincerità: “Ilary, so amare...”
E lei: “Francè non ti credo, dimostramelo”
“Vabbè, allora assaggia ste olive e dimme se non so amare...” ha replicato Totti.
Ed infine veniamo in casa Napoli dove qualche problema amoroso pare ce l'abbia anche il Pipita Higuain che non riesce a soddisfare la compagna allo stesso modo di come fa godere i tifosi azzurri dopo i suoi goal. Infatti si dice che nell'ultimo incontro di copula che ha avuto con la sua fidanzata, lei si sia rivolta al Pipita urlandogli vogliosa: “Si, dai. Fammi sentire che sei il mio stallone!”
E Higuain: “Adrianaaaaaaaaaa!”



Diodato De Martino

domenica 9 novembre 2014

Il Napoli fa le scarpe ai Della Valle

La Fiorentina è arrivata alla difficile partita contro il Napoli con una serie di risultati negativi alle spalle che hanno parecchio destabilizzato l'ambiente viola che come non mai era assai “aggigliato”. Tant'è vero che Montella per risollevare la squadra dalla crisi ha chiesto al gruppo coesione ed unione di intenti. Evidentemente però i giocatori non l'hanno compreso proprio bene. Sta di fatto che per provare a vincere contro il Napoli, Borja Valero si è fatto fare il passaporto colombiano, Pizarro si è pittato la faccia di nero e Aquilani si è presentato con tutte treccine in testa. Quando Montella li ha visti in quello stato ha commentato avvilito: “Ho detto che per uscire dalla crisi dobbiamo tutti fare quadrato. Non Cuadrado!!!”
Per quanto riguarda il Napoli, invece, la trasferta di Firenze è stata una ghiotta opportunità per la truppa azzurra per visitare la bellezza storica e monumentale del capoluogo toscano. In particolare, il più smanioso di inoltrarsi tra le bellezze culturali fiorentine è stato Rafa Benitez che ha chiesto delle dritte a Christian Maggio su cosa poter visitare. L'esterno azzurro non a caso è tra i più esperti nell'ambito di monumenti e patrimoni artistici. Famosissimo in tutta Italia è infatti il “Maggio dei monumenti” che ha prontamente suggerito al mister il giusto itinerario turistico nella città del Giglio.
“Innanzitutto bisogna vedere il campanile di Giotto!” ha consigliato Maggio.
E Benitez: “Va bene. E cosa c'è dopo il campanile di Giotto?”
“Penso il campanile di giannove” ha replicato l'azzurro esaurendo precocemente tutte le sue conoscenze sui monumenti fiorentini.
Per ciò che concerne la partita, il Napoli ha surclassato la Fiorentina sia nel gioco che nelle occasioni da rete. La supremazia partenopea si è concretizzata nella ripresa quando il solito Higuain ha sbloccato il match rompendo gli equilibri. Il Pipita con un gran gol “viola” lo stadio viola. Risultato definitivo a referto: 0-1.
Gli azzurri così espugnano il Franchi con un gran bel babà servito dalla premiata pasticceria partenopea. La Fiorentina dal canto suo ha pagato caramente questo babà ricevuto, tanto che anche sulla maglietta di un giocatore viola c'era scritto “Baba car”
Lo scontro tra Napoli e Fiorentina è stato anche l'incrocio di due grandi patron come De Laurentiis e Della Valle che hanno portato nel calcio il retaggio dei loro core business e cioè il cinema e le calzature. Per la gara tra Fiorentina e Napoli però i loro destini sono apparsi sensibilmente ribaltati in quanto se Della Valle sognava per i suoi di conquistare una vittoria da oscar, alla fine è stato il Napoli di De Laurentiis a fargli le scarpe.
Nella conferenza del post-partita, Benitez, soddisfatto per lo stato di forma della sua squadra, ha espresso metaforicamente il momento del Napoli attraverso uno dei suoi ormai noti proverbi spagnoli che di sovente propina con simpatia alla stampa. Nella fattispecie ha identificato il Napoli in un nuotatore che trovandosi in mezzo al mare deve trovare tutte le forze per arrivare vivo alla spiaggia. Non c'è che dire il concetto è chiaro e calzante, ma vorrei dire a Benitez che questo modo di dire può andare bene in Spagna dove ci sono spiagge come le Canarie o la Costa Brava, ma a Napoli no! Voglio pure ammettere che questo povero nuotatore riesce dopo tanti sforzi ad arrivare vivo sulla spiaggia, ma se tiene la sfortuna di capitare sul lido Mappatella morirebbe nel giro di poco tempo di epatite, scabbia o peste bubbonica. Purtroppo Benitez non sa che sulle spiagge di Napoli a causa di inquinamento, virus e batteri, i venditori ambulanti ormai non vendono più il cocco, ma vanno girando per gli ombrelloni gridando: “Streptococco bello! Streptococco fresco!”

Diodato De Martino


sabato 1 novembre 2014

Alla Roma capolista golletto e scherzetto

Il Napoli è arrivato alla sfida con la Roma dopo il deludente pareggio di Bergamo contro l'Atalanta che ha visto sfumare la possibilità per gli azzurri di avvicinarsi concretamente ai giallorossi in classifica.
Purtroppo i tifosi partenopei hanno dovuto superare la delusione per la mancata vittoria contro l'Atalanta mettendoci una pietra sopra. In effetti, dalla partita col Bilbao ad oggi i tifosi ci stanno mettendo talmente tante pietre sopra che a Napoli si sta per formare una nuova catena montuosa più alta del Vesuvio.
L'unica occasione di riscatto era così battere la capolista nel derby del sole. A sorpresa però al San Paolo si è presentata una Roma coperta. Probabilmente per fare da corredo al cuscino di Benitez che anche per questo big match ha dato i suoi utili consigli per le scelte di formazione. In casa Napoli ogni calciatore in rosa ci teneva a partire titolare. In particolare, voleva giocare a tutti i costi Insigne che per l'intera settimana ha pressato forsennatamente Benitez chiedendogli di continuo: “Gioco con la Roma? Gioco con la Roma? Gioco con la Roma?”
Al che Benitez infastidito da tanto assillo gli ha risposto: “Lorenzo, se me lo chiedi un'altra volta ti sparo in fronte!”
E Insigne: “Mister, ma avete una pistola?”
“Certo che no” ha replicato il tecnico
“Perfetto. Gioco con la Roma? Gioco con la Roma? Gioco con la Roma?” ha continuato Insigne fino all'annuncio delle formazioni ufficiali.
La partita è iniziata col Napoli che ha imposto il suo gioco nei confronti dei giallorossi, i quali hanno immediatamente intuito in che guaio si stavano per cacciare. Difatti, per la Roma Hi guai n...cominciano dopo appena 3 minuti quando il Pipita ha messo a segno un gol eccezionale in acrobazia.
Gli azzurri a differenza delle ultime apparizioni sono riusciti poi a non subire gol grazie anche alla prestazione di un Koulibaly che probabilmente influenzato dalla notte di Halloween in difesa è stato un mostro.
In realtà, occorre dire che la gara contro i capitolini ha dimostrato che i partenopei per non prendere gol dovrebbero affidarsi al pubblico sugli spalti dello stadio. In particolare affidarsi al settore della tribuna. Più nel dettaglio alla tribuna autorità. Ancor più nello specifico alla fila 25 e al posto 25. In pratica dove era seduto Pepe Reina ad assistere alla gara. Qualcuno avrebbe dovuto infatti dargli la sua maglietta e metterlo di nuovo al posto che gli compete di diritto, e cioè tra i pali della porta del Napoli. Solo così avremmo risolto definitivamente il problema dei gol subiti.
La Roma dal canto suo ha palesato un po' di confusione in campo dove Garcia non è riuscito ad impartire ai suoi uomini il giusto ritmo di gara. Infatti continuava a urlare dalla panchina: “Vai Pjanic ma con Iturbe! Parti con Iturbe, poi vai Pjanic! Corri Pjanic, metti Iturbe...”
Nel secondo tempo, il tecnico giallorosso ha capito che occorreva un po' di creatività alla sua Roma e così ha fatto un cambio puntando sull'attaccante D'estro. Ma i risultati sono stati tutt'altro che geniali.
Bisogna ammetterlo, Garcia le ha provate proprio tutte per evitare la sconfitta. Vista la giornata ha cercato pure di affidarsi alla protezione De Sanctis. Ma nemmeno da lassù hanno potuto fare nulla contro un Napoli straripante che a cinque minuti dalla fine ha raddoppiato con Callejon, firmando sul tabellino il definitivo 2-0.
La Roma così nel giorno della commemorazione dei defunti è stata atterrata al San Paolo. Ne danno il gaudio annuncio i 35 mila tifosi in festa.
I giallorossi sono stati nettamente sconfitti e sono usciti mestamente dal campo come l'Aretino Pietro con una Manolas avanti ed una Manolas indietro.
Appena finita la gara, il centrocampista Keita per il giorno del 2 Novembre è subito partito per recarsi in patria per andare a trovare i suoi parenti defunti e quelli ancora in vita. Il giocatore della Roma in pratica è andato a trovare i Keita morti e i Keita vivi.
E con ogni probabilità gli stessi parenti del calciatore giallorosso staranno in questo momento riecheggiando con forza in parecchie case della Capitale dopo questa netta ed umiliante sconfitta della loro Roma al San Paolo.


Diodato De Martino

domenica 26 ottobre 2014

Al San Paolo ritorna il VeroNa...poli

Gli azzurri hanno fatto il loro ritorno a Fuorigrotta per la gara casalinga contro il Verona in un clima teso, con i tifosi stanchi e delusi a causa delle continue battute d'arresto subite.
Anche in Europa Leauge, infatti, si è perso ancora una volta a causa dell'atavico problema della squadra di Benitez: i troppi gol subiti. L'unica differenza è stata che se fino ad ora la difesa del Napoli aveva fatto acqua da tutte le parti, a Berna invece ha fatto latte da tutte le parti.
La questione dei gol incassati è ormai ancestrale in casa Napoli, diventando così oggetto di discussione nei salotti televisivi. La folta schiera di opinionisti ha identificato la medesima causa al problema difensivo, e cioè un atteggiamento tattico della squadra troppo sbilanciato e con poco equilibrio. In altre parole tutti hanno convenuto che il Napoli ha preso tanti gol per un problema di baricentro. A questo punto mi sono chiesto: Ma che problemi tengono nel cuore del capoluogo pugliese che stanno facendo prendere tutti questi gol al Napoli? Mi appello anche a qualche cittadino barese che magari ci può aiutare: Per favore fateci sapere qual è sto' problema che avete che non ne possiamo più!
Intanto De Laurentiis, stufo di questo cammino balbettante dei suoi, in settimana è piombato a Castelvolturno e ha minacciato il tecnico, dandogli un perentorio ultimatum: “Rafa, se non vinci col Verona niente mozzarella di bufala per un mese!” D'altronde questo era l'unico modo che aveva per dare una scossa a Benitez. Anche perchè di licenziarlo e pagargli lo stipendio fino alla fine dell'anno non se ne parlava proprio.
L'opportunità di riscatto per gli azzurri si è chiamata così Hellas Verona che è giunta al San Paolo circondata dalla consueta avversa ospitalità. A riguardo, l'allenatore degli scaligeri si è fortemente lamentato per la poco cordiale accoglienza ricevuta. Ma cosa si aspettava? Che i napoletani dopo gli innumerevoli cori beceri ricevuti dai veronesi l'avessero accolto con chitarra e Mandorlini?
Il Verona è sceso in campo con un atteggiamento tattico spregiudicato con il piglio di chi vuole giocarsi la partita a viso aperto. Tatticamente, infatti, Napoli e Verona si sono posizionati in campo con un modulo a specchio. Gli schieramenti erano talmente a specchio che da un lato in porta c'era Rafael e dall'altro lato c'era sempre Rafael. In realtà questa è stata anche un'esplicita richiesta del Napoli che ha espresso con onestà al Verona: “Se ce la dobbiamo giocare alla pari allora se noi in porta dobbiamo avere Rafael vuol dire che pure voi lo dovete avere. Se noi a centrocampo dobbiamo tenere Lopez, pure voi dovete avere Lopez. E soprattutto se in retroguardia noi abbiamo Koulibaly e voi non avete un difensore nero, almeno un Moras lo dovete schierare...”
La gara è cominciata con il Napoli un po' preoccupato per l'impatto che le prime basse temperature potessero avere sulla tenuta atletica. E difatti, dopo appena 27 secondi di gioco il Verona ha colpito a freddo portandosi in vantaggio.
Dagli spalti sono così cominciati a piovere improperi vari che hanno esortato i giocatori azzurri a cambiare sport.
L'invito è stato subito accettato dagli uomini di Benitez che hanno smesso di giocare a calcio e si sono dati al tennis. Risultato finale 6-2 per il Napoli.
Dopo lo svantaggio, infatti, i partenopei hanno alzato la cresta prima con Hamsik che ha siglato una doppietta, poi con Callejon ed infine con una tripletta di Higuain che finalmente è ritornato a segnare in campionato.
Lo stesso Pipita dopo un lungo periodo di stitichezza realizzativa ha dichiarato con soddisfazione: “Mi sono finalmente liberato. E' stata dura ma ce l'ho fatta!”
Insomma, questa tripletta per il bomber argentino è stata più efficace del Guttalax.
Sconforto invece da parte di Mandorlini che ha affermato: "Sono dispiaciuto per il 6-2, ma spero che ci rifaremo nel secondo set"
Al San Paolo è così ritornato il VeroNa...poli con un sontuoso 6-2. Per gli azzurri game, set e match.

Diodato De Martino


domenica 19 ottobre 2014

Dai pianti di Mazzarri ai rimpianti di Benitez

Inter e Napoli sono scesi in campo a San Siro gettandosi alle spalle una vigilia lunga e quanto mai chiacchierata.
A Napoli è scoppiata la bomba dell'Emiro che vuole comprare la società di De Lurentiis. Il fantomatico sceicco del Qatar pare che abbia dichiarato che in Napoli ha visto il luogo ideale per investire i suoi capitali. Bé, se è vero che in Napoli ha visto tutto questo, allora mi sa che più che Qatar qua si tratta di Qataratta, e pure forte. Perdonatemi la franchezza sulla vicenda, ma una bufala di tali dimensioni non si è mai vista nemmeno nelle stalle di Battipaglia nel periodo florido delle vacche grasse.
L'Inter, invece, ha preparato la delicata sfida contro gli azzurri ad Appiano Gentile con un Mazzarri che dopo aver subito tre sconfitte consecutive è apparso ancor più burbero e sgarbato. Evidentemente da quando Mazzarri è alla guida dell'Inter, Appiano Gentile è rimasta l'unica cosa gentile che appartiene ai neroazzurri.
L'insoddisfazione della piazza interista nei confronti del suo allenatore, infatti, è ormai altissima e proprio per questo Mazzarri è stato messo fortemente in discussione dall'opinione pubblica per alcuni evidenti problemi che riguardano la sua figura di allenatore. Tra le tante questioni sollevate c'è stato innanzitutto il fatto che Mazzarri non conosce l'inglese e quindi non riesce a farsi capire dai giocatori stranieri. In realtà, si è detto anche che a scuola si è fermato alla quinta elementare e perciò non riesce a farsi capire nemmeno dai giocatori italiani. Infine è emerso pure che è stato bocciato per ben sette volte all'esame della patente e per questo non riesce a guidare bene la squadra. Insomma alla vigilia di una partita tanto importante, tutti hanno evidenziato che Mazzarri ha avuto problemi di formazione.
Nonostante gli uomini contati, però, il tecnico toscano ha fatto le sue scelte schierando sulla fascia sinistra Dodò preferendolo a Dudù e Dadadà della celebre canzone Trottolino amoroso.
Per il Napoli, invece, Inler viene schierato come mediano di rottura assolvendo pienamente i suoi compiti. Lo svizzero infatti dopo l'ennesima pessima prestazione ha davvero rotto.
Prestazione scadente anche per l'arbitro Orsato che nonostante ce ne fossero ben 22 in campo non ha visto neppure un fallo.
Gli azzurri sono andati due volte in vantaggio e per due volte sono stati raggiunti repentinamente dai neroazzurri a causa di una mediocre difesa.
Il risultato conclusivo è stato 2-2 che ha lasciato un enorme rimpianto per una vittoria mancata.
Ancora una volta il Napoli ha patito il solito problema delle palle inattive che non va erroneamente inteso come con un'annosa astensione sessuale, ma è riconducibile ai reiterati errori dei suoi difensori. Al fischio finale, infatti, dopo i ripetuti svarioni in retroguardia, un contrariato Koulibaly ha abbandonato il campo scuro in volto.
Nel post gara, tra le tante dichiarazioni rilasciate alla stampa è da rilevare in particolare quella del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha ammesso di seguire attentamente le partite del Napoli per testare la possibilità di realizzare un nuovo progetto sull'energia alternativa. Difatti pare che dopo questo disastroso inizio di campionato con l'energia eolica prodotta dal giramento di palle dei tifosi del Napoli sarà possibile illuminare l'intero Paese fino al 2030.


Diodato De Martino

domenica 5 ottobre 2014

Il Napoli supera un Toro da ri...monta

Dopo la prestigiosa vittoria in Europa League, quello che si è presentato al San Paolo è stato un Torino in abito buono con giacca, cravatta e Gillet.
L'allenatore dei granata ha scelto come suo capitano il difensore Glik che ha ricevuto la fascia, diventando così il capitano di Ventura.
Nel Torino è partito a tutta birra Moretti che ha messo in difficoltà il Napoli sin dai primi minuti di gioco. Gli azzurri infatti sono andati subito sotto con un gol dell'ex Quagliarella che è stato sommerso di fischi ed insulti da tutto il San Paolo.
Nella circostanza, si è intuito che Napoli non ha dimenticato affatto il tradimento subito da un calciatore napoletano che a un certo punto della sua avventura in azzurro, improvvisante se l'è squagliata. Tanto che i tifosi lo hanno rinominato Fabio Squagliarella.
Le frasi più offensive che sono piovute dagli spalti nei confronti dell'ex azzurro sono state: “Pezzo di Quagliarella”, “Figlio di Quagliarella”, “Testa di Quagliarella”. Insomma, i tifosi partenopei hanno connotato così spregevolmente il calciatore che ormai a Napoli Quagliarella non è più l'insultato ma l'insulto.
Gli uomini di Benitez hanno provato a trovare immediatamente il gol del pareggio ma i legni della porta di Gillet hanno fermato il Napoli al palo.
La ripresa è stata però tutt'altra musica con gli azzurri che sono scesi in campo trasformati per l'ardore e l'intensità profusa.
Il Torino è così andato in forte sofferenza per il ritmo alto imposto dai padroni di casa. A centrocampo, Vives dopo una serie di palloni persi ha fatto sbottare Ventura dalla panchina che, rievocando un retaggio della sua esperienza a Napoli, si è rivolto al giocatore dicendo: “E' chi t'è Vives!”
Il tecnico granata ha provato con qualche cambio a frenare l'impeto dei partenopei, inserendo a metà campo Gazzi. Ma il Napoli ha letteralmente sovrastato il Torino in ogni zona del campo, tanto che anche il nuovo entrato ha esclamato sorpreso: “Sti Gazzi!”
Dopo aver fallito una miriade di gol da questo inizio di stagione ad oggi, a trovare la rete del pareggio è stato Lorenzo Insigne che finalmente è riuscito a segnare scoppiando in un pianto liberatorio.
A fine gara, Insigne ha telefonato commosso alla moglie che non ha potuto seguire la partita, per ragguagliarla sul gol realizzato.
“Ciao amore, - ha esordito Lorenzo – pensa che oggi ho segnato un gol e per l'emozione ho visto un unicorno sugli spalti...”
E la moglie: “Ma dai Lorenzo questa è una cosa impossibile, hai fatto gol?”
E si, Lorenzo non solo ha segnato ma ha anche pennellato un assist perfetto per la rete del definitivo 2-1 di Callejon che ha preso il Toro per le corna. Nell'occasione si evidenzi che le corna sono state gentilmente offerte da Fabio Quagliarella.
Il Napoli ha vinto così contro un Toro da ri...monta.
Nelle interviste del post-gara è stata fedele la disamina del difensore torinese Glik che ha evidenziato che per come si era messa la partita, il Napoli contro i granata ha conquistato 3 punti T'oro. Diciamo onestamente che il giocatore del Torino ha inquadrato bene la partita e con un Glik l'ha fotografata perfettamente.
Benitez a fine gara ha fatto i complimenti al Torino e, colpito dalla sua prestazione in campo, ha chiesto notizie sul calciatore granata Peres. In ottica mercato, infatti, pare che abbia domandato al ds del Torino Petrachi il costo del cartellino del giocatore.
Petrachi ha subito fissato il suo prezzo: “Per Peres ci vogliono 4 milioni di euro”
“Caspiterinhas! - ha replicato Benitez – Ma allora a quanto le vedi le Percoches? E' vero che la frutta è aumentata ma mi sembra un po' esagerato...”


Diodato De Martino

domenica 28 settembre 2014

Il Napoli vince e si toglie qualche “Sassuolino” dalla scarpa

Mentre gli azzurri sono scesi in campo al Mapei Stadium di Reggio Emilia per il lunch match della quinta giornata di campionato contro il Sassuolo, a Napoli si è dilagato il panico totale a causa dell'allerta sismica diffusa da radio, tv e giornali. Le principali testate giornalistiche hanno infatti titolato: “Napoli, è arrivato il momento della scossa!”
In effetti, dopo un avvio di stagione avaro di vittorie serviva un sussulto che scuotesse la squadra, tanto che il presidente De Laurentiis in settimana aveva paventato anche l'idea del cambio della guida tecnica. Il problema però è stato che dopo i rifiuti di Mancini, Spalletti, Guidolin, Bruno Pesaola, Azeglio Vicini, Oronzo Canà e la buonanima di Vujadin Boškov era rimasto arruolabile solo il tecnico Mario Somma. De Laurentiis e Bigon ci hanno pensato attentamente ma alla fine sono giunti all'algebrica conclusione che come allenatore Somma non fa la differenza...
Benitez è così rimasto sulla panchina partenopea e ha chiesto all'ambiente tanta serenità per poter ritornare a vincere. In tal senso, De Laurentiis si è subito attivato per accontentare il tecnico. Difatti, per riportare a Napoli un clima sereno pare che stia per ingaggiare il colonnello Giugliacci.
Obiettivamente c'è da dire che al di là della serenità ambientale occorrerebbe risolvere alcune ataviche lacune tecniche che il Napoli beniteziano ha palesato soprattutto in difesa. Il tecnico spagnolo ha promesso un duro e mirato lavoro ed in settimana ha intavolato un fitto colloquio col suo secondo per riflettere su come risolvere il problema. Benitez si è così rivolto a Pecchia dicendo: “Fabio, il nostro è un problema di stimoli e per risolverlo ieri ho rivisto tutte le partite del Napoli di questo inizio di stagione”
E Pecchia: “Mister, io invece mi sono trovato bene con l'Activia. Ha gli stessi effetti, gliela consiglio...”
Dopo i tanti errori individuali di alcuni giocatori del Napoli, l'allenatore ha comunque voluto rinnovare la fiducia nei confronti dei suoi uomini. Ad esempio nonostante i ripetuti errori difensivi di Maggio, Benitez è stato oltremodo paziente e ha deciso di passarci sopra... con un trattore agricolo da 200 cavalli a trazione motrice! Il difensore non è stato infatti della partita ed è ora ricoverato in prognosi riservata al Cardarelli per lesioni multiple, fratture scomposte e ferite da arma contundente.
E così, in un clima di grande armonia, il Napoli è sceso in campo al Mapei Stadium con l'obiettivo di vincere e alla fine ci è riuscito con un gol di Callejon che ha raso a Sassuolo gli avversari.
Il resto della gara è stata davvero poca roba. L'unico brivido corso dai partenopei è stato a cinque minuti dalla fine quando un tiro del Sassuolo ha colpito la traversa e per un Peluso non è andato in rete.
A fine gara uno spocchioso Benitez si è presentato in sala stampa e ha commentato così il tanto agognato ritorno al successo: “Non capisco l'enorme pessimismo che si è creato intorno alla squadra e le ingiustificate critiche sul ridimensionamento dei nostri obiettivi stagionali. Abbiamo vinto lo scontro diretto col Sassuolo, dovremmo essere tutti contenti...”
Insomma, dopo il ritorno alla vittoria degli azzurri a Reggio Emilia, Benitez si è potuto finalmente togliere qualche “sassuolino” dalla scarpa.


Diodato De Martino